Dopo la WestLB di Düsseldorf anche la Hypo Real Estate (HRE) di Monaco ha chiesto ieri l’apertura di una Bad Bank. La decisione era attesa, ma la sorpresa sta nel volume dei titoli tossici che la HRE si appresta a parcheggiare: 210 miliardi di euro di valore nominale, decisamente molto più del previsto. L’offerta del Fondo statale di salvataggio Soffin di sostenere le banche tedesche nel loro sforzo di creare sani istituti finanziari attraverso le cosiddette Bad Banks – istituti in cui le banche depositano titoli a rischio che hanno perso molto valore e quindi non sono più commerciabili – aveva sollevato sinora negli ambienti bancari reazioni piuttosto tiepide. Non si può sicuramente dire che gli istituti abbiano fatto la fila per assicurarsi l’accesso al Fondo di salvataggio Soffin. Un passo che presuppone la decisione delle banche di ‘mettere le carte in tavola’ e di garantire la trasparenza della loro effettiva situazione finanziaria. L’unica banca tedesca che sinora aveva dimostrato un concreto interesse per una Bad Bank era la WestLB, la quale alla vigilia di Natale aveva deciso di trasferire in un simile istituto di liquidazione titoli per un valore complessivo nominale di circa 85 miliardi di euro. Parallelamente al trasferimento dei titoli, la WestLB ha ottenuto dal Fondo Soffin un’altra iniezione di 3 miliardi di euro, una circostanza questa che aveva sollevato diverse perplessità nella Commissione EU, la quale già nel maggio dello scorso anno aveva approvato un primo pacchetto di aiuto a favore della Landesbank tedesca di Düsseldorf, condizionandolo però ad una sostanziale riduzione, circa la metà, della somma di bilancio della banca. Oltre alla WestLB, l’altra banca che aveva dimostrato un certo interesse per una Bad Bank era l’istituto di finanziamento immobiliare Hypo Real Estate (HRE). Ieri, come abbiamo detto all’inizio, la grande banca di Monaco si è decisa a compiere il passo e a parcheggiare in un ente di liquidazione finanziato dal Soffin un volume di 210 miliardi di euro tra titoli tossici, prestiti di Stato e crediti immobiliari. Lo scorso anno la HRE aveva vissuto momenti drammatici che avevano costretto lo Stato tedesco a decidere senza indugi la nazionalizzazione della banca al fine di evitare il crollo dell’intero sistema finanziario tedesco. Sinora lo Stato tedesco è intervenuto con circa 100 miliardi di euro a favore della HRE, tra garanzie e iniezioni di capitale. Negli ambienti del Ministero federale delle finanze si prevede, come nel caso della WestLB, che anche alla Hypo Real Estate la somma di bilancio della banca, attualmente attorno a 370 miliardi di euro, dovrà essere pressoché dimezzata. Da questa somma di bilancio dovranno però essere sottratti anche quei settori di attività che la HRE venderà in un tempo prevedibile. Il volume della riduzione della somma di bilancio HRE dipenderà però anche dalle decisioni che saranno prese a Bruxelles. In questo momento sono in corso colloqui a questo riguardo tra la Commissione EU, da un lato, e la direzione della HRE e il Governo di Berlino, dall’altro. Il problema è di chiarire il volume e il relativo grado di rischio dei titoli tossici che la HRE intende depositare in una Bad Bank e anche quali settori di attività la banca intenda cedere. Soltanto dopo che ciò sarà stato chiarito, il Governo federale tedesco sarà in grado di precisare l’ammontare della nuova iniezione di capitale che sarà fatta attraverso il Fondo Soffin. Ora resta da vedere se dopo la WestLB e dopo la HRE anche altre banche tedesche decideranno di ricorrere a una Bad Bank. Di sicuro è che la situazione di banche come la BayernLB o come la HSH Nordbank e la Landesbank del Baden-Württemberg (LBBW) non è tutto sommato tanto diversa rispetto alla WestLB e alla HRE. Se ne saprà qualcosa di più preciso alla fine del mese quando scadranno i termini per la concessione degli aiuti da parte del Fondo Soffin. Le difficoltà delle banche tedesche, banche pubbliche in particolare, sono tutt’altro che concluse e le sorprese possono ancora arrivare. Lo conferma anche la notizia secondo cui la stessa Associazione federale delle banche private (BdB) avrebbe intenzione di aprire una sua Bad Bank. Attualmente la BdB sta cercando di ottenere la licenza bancaria per il fondo di deposito di sicurezza gestito dall’Associazione stessa, la qual cosa le consentirebbe di accorrere in aiuto alle banche private in difficoltà servendosi dei propri esperti. Intanto alcune banche tedesche stanno cercando di rimediare alla perdita d’immagine dopo le notizie sui sostanziosi bonus pagati ai loro manager a dispetto delle pesanti perdite causate ai clienti della loro banca. La Deutsche Bank sta pensando di ridurre i bonus previsti in caso di successo e di appesantire i malus in caso d’insuccesso e nello stesso tempo di aumentare lo stipendio base dei propri manager. Se ne saprà di più in occasione della conferenza di bilancio 2009 agli inizi di febbraio. Anche la Commerzbank (al 25% dello Stato tedesco) avrebbe tentato di aumentare da 500.000 a 750.000 euro lo stipendio fisso dei propri manager, per compensare i tagli ai bonus, ma si sarebbe scontrata con il veto del Governo.Luciano Barile
Tags: bad bank, banca, finanza, Germania, titoli tossici
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