«La ripresa c’è ed è forte, ma è finanziata dagli Stati che si stanno indebitando in modo insostenibile. Per le borse il 2010 sarà un anno difficile. Occore quindi investire basandosi sui dati fondamentali e non sulle speranze». È quanto hanno sostenuto ieri a Lugano gli economisti della Banca Sarasin. Secondo Jan Amrit Poser, capoeconomista dell’istituto, la ripresa è forte, ma non è certo come continuerà. La crescita dipende infatti interamente dagli aiuti degli Stati. Ma l’indebitamento pubblico è salito a livelli che appaiono difficilmente sostenibili. La previsione della Banca Sarasin è dunque che la crescita economica continuerà nel primo semestre, ma nel secondo semestre comincerà a rallentare e riemergeranno i problemi. Secondo Jan Poser, quest’anno le politiche monetarie non cambieranno. Quindi, non vi sarà alcuna exit strategy e nessun aumento dei tassi di interesse. Il pericolo di inflazione è inesistente, poiché le famiglie continueranno a ridurre il loro indebitamento e poiché il settore finanziario dovrà continuare a leccarsi le ferite e quindi erogherà pochi crediti. Per Poser è preoccupante il livello di indebitamento pubblico raggiunto da alcuni Paesi. Quelli a maggior rischio sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Islanda e Spagna. L’evenienza di un’insolvenza appare comunque remota. Secondo gli economisti della Sarasin, l’esperienza storica dimostra che è possibile un risanamento delle finanze pubbliche anche partendo da questi alti livelli di indebitamento.Secondo Jan Poser, non si può tuttavia escludere il rischio di una ricaduta dell’economia in recessione, anche se le autorità politiche e monetarie faranno di tutto per evitare questa eventualità che farebbe cadere l’economia mondiale in una pericolosa deflazione. Il rischio comunque esiste ed è causato, da un canto, da un sistema bancario, ancora appesantito da un notevole volume di perdite e dalla necessità di operare aumenti di capitale per complessivi 1.000 miliardi di dollari e, dall’altro, dall’aumento della propensione al risparmio delle famiglie. Gli esperti della Banca Sarasin, prevedono che la ripresa del dollaro continuerà, poiché la moneta americana è sottovalutata, e ritengono che il biglietto verde raggiungerà quota 1,15 nei confronti del franco svizzero e 1,35 nei confronti dell’euro. Prevedono pure che i cinesi non rivaluteranno la loro moneta. Gli esperti della Sarasin sostengono pure che mancano valide alternative all’investimento azionario. Ritengono comunque che la seconda parte dell’anno sarà difficile per le borse e consigliano di scommettere sulle azioni di migliore qualità che offrono anche alti dividendi; di privilegiare i mercati azionari europei e di non investire direttamente nei mercati emergenti, poiché la stretta monetaria che la Cina ha cominciato ad attuare peserà negativamente sull’andamento dei listini azionari dei mercati emergenti.Alfonso Tuor
Venerdì 19 febbraio, ore 18.30, per la Rassegna Un museo…
Può una passione trasformarsi in un lavoro? La risposta è…
Your email address will not be published.
Δ