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Il pittore triestino Marco del Re, espone a Roma


Marco del Re, l’eclettico pittore triestino conosciuto nell’ambiente come “il pittore dell’iridescenza” sarà in mostra a Roma a partire dal 30 aprile.
Pittore sperimentale nelle tecniche e nelle composizioni, Marco del Re dipinge tele che coinvolgono piu’ sensi. I suoi quadri, infatti, non sono solo visivi, ma anche tattili e a volte rispondono col suono al tocco delle dita.
La versatilità della sua opera, oramai riconosciuta ed apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali, si manifesta su tele di grandi dimensioni. E’ proprio nella grandezza, infatti, che la pittura di Marco del Re, scivolando in modo permanente, con iridescenze e soffi di colore, esprime al meglio la sua luce, il suo movimento, il pensiero che sta dentro ed oltre la tela.
L’astrattista triestino predilige le tecniche miste.
I quadri di del Re, vivi, pulsanti e vibranti, hanno incontrato gli haiku della poetessa, scrittrice e giornalista triestina Anna Zennaro (“HAIKUORI”, Arduino Sacco editore 2011, “TSUNAIKU”, Lietocolle 2011, “Lalla la Farfalla”, Happy Art edizioni 2010), con i quali sono entrati subito in sintonia, intrecciandosi, fondendosi e vibrando all’unisono.
L’affinità elettiva tra i quadri di Marco del Re e gli haiku di Anna Zennaro, sta dando origine ad opere di elevato impatto emotivo ed infinita forza evocativa, considerate tra le migliori nel panorama artistico contemporaneo.
Alla mostra di Roma Marco del Re esporrà l’opera “untitled”. A del Re si affiancheranno nove rappresentanti dell’arte astratta del momento.
La mostra che verrà inaugurata il 30 aprile presso la galleria Vista in zona Colosseo, resterà aperta fino al 13 maggio prossimo. Sull’opera di MArco del Re esposta a Roma, Anna Zennaro ha scritto: Le vite sono fatte di intrecci fra vie già segnate e vie ancora da scoprire. Ci sono poi intrecci, nelle esistenze di alcune persone, che rendono le vite ingarbugliate. In questo groviglio esistenziale, che si stratifica con gli eventi e con lo svolgersi del tempo, ci sono lunghe strade da percorrere, talvolta anche ingiuste e dolorose, ma comunque necessarie in quanto propedeutiche alla vita. Ci sono strade da percorrere prima di riuscire ad aprire gli occhi, prima di iniziare a guardare, a vedere la vita, prima di poter capire che per vivere è necessario andare oltre. Oltre il confine dell’intreccio, oltre il confine del confine. Per poter vivere è necessario vivere. E’ necessario travalicare la materia e cogliere l’essenza delle cose. Per poter vivere è necessario arrivare alla libertà, è necessario andare oltre il limite del “Io ci ho provato”. così da poter urlare con fierezza, orgoglio e gioia, “Io ce l’ho fatta! “

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