Article Marketing

article marketing & press release

Formare una band è una strada piena di ostacoli. Ma se pensi di avere talento non aspettare!

Il sogno di tutti coloro che si accingono ad intraprendere lo studio di uno strumento, o che hanno già iniziato a percorrere questa strada è, per la maggior parte dei casi, quello di fare parte prima o poi di una band musicale che suoni dal vivo, o meglio ancora di formare una propria band nella quale siano leader e alla quale dare la propria impronta, e insieme ai propri amici-musicisti bruciare in fretta le tappe che portano al successo.

Beh, mi dispiace deludere le aspettative, ma non è così semplice.

E soprattutto il cammino che porta, non al successo, ma alla semplice formazione di una band che suoni in maniera appena più che dilettantistica e possa pensare di porsi dei traguardi, è sicuramente costellato di insidie e ostacoli che, se non si è preparati, possono rivelarsi insormontabili.

E’ vero, ognuno di noi ha la visione (poetica?) del musicista al di sopra delle parti e dei problemi terreni, che suona per il solo piacere di farlo e offre la sua arte a folle di estimatori pronti a pagare fior di quattrini e a percorrere centinaia di chilometri per osannare il proprio idolo.

Ma purtroppo il leader di una band, qualunque sia il genere musicale nel quale è impegnato, deve fare i conti (e molti!) con gli stessi problemi che affronta quotidianamente qualsiasi piccolo imprenditore.

Ma con guadagni infinitamente più bassi!

Mettiamo che si voglia metter su una band di un genere musicale che va per la maggiore: Pop/Rock. Ci sono da inserire minimo quattro elementi: un bassista, un batterista, un chitarrista e un tastierista. Ma se nessuno canta in maniera decente c’è da pensare anche ad un cantante, e gli elementi così diventano almeno cinque, se non di più. Tutti con le proprie esigenze, di studio o lavorative, tutti con il proprio carattere e con una propria visione organizzativa e musicale. Ma i problemi non sono questi, si presume anche che ognuno possieda il proprio strumento, e un paio di amplificatori di seconda mano per le prove si trovano a costi molto bassi. L’unico ostacolo in questa fase potrebbe essere la stanza per le prove, ma per quello ci si arrangia. Ho visto band provare in buchi di pochi metri quadrati (la mia per esempio!).

L’impatto con i “problemi terreni” avviene quando si esce dal garage dove abbiamo trascorso piacevoli serate a suonare e magari a comporre i nostri primi brani musicali, e si comincia a pensare seriamente di andare là fuori a combattere. E’ questo il momento di porre maggiore attenzione alla strumentazione: il mixer (analogico, digitale, parametrico, semiparametrico…), cavi, monitor, microfoni (dinamici, a condensatore, cardioidi, supercardioidi…), amplificatori, effetti, casse, tutto deve essere di qualità almeno decente per il nostro debutto.

Ma non basta: il tutto va saputo maneggiare, non ci devono essere intoppi, specialmente la sera del debutto, ma anche dopo, che possano inficiare il buon andamento della serata.

E’ in questo momento (esperienza personale) che cominciano le prime discussioni: quando si deve, tutti, mettere mano al portafoglio senza la certezza di un ritorno economico.

Ma dopo il debutto si spera di continuare ad oltranza, e allora ci sono da conoscere le normative per potersi esibire in pubblico, c’è la SIAE, l’iscrizione all’ENPALS, ci sono i contratti da firmare. Ed è anche consigliabile imparare un minimo di nozioni di acustica per poter interagire con il fonico, o essere in grado di fare da soli.

E ancora, si dovrebbe il prima possibile disporre di un proprio CD di buona qualità da far ascoltare a case discografiche, agenzie di promozione, radio, giornali, riviste specializzate, edizioni musicali, concorsi. Ma come fare? Si va in uno studio professionale sganciando ancora quattrini, con conseguenti altre discussioni, o si appronta uno studio casalingo per le prove e le registrazioni della band?

Vi ho messo paura? Spero di no, non sono problemi insormintabili, basta affrontarli ad uno ad uno mano a mano che si presentano, con calma e metodo, senza fretta e senza la presunzione di voler arrivare subito. Il leader di un gruppo si distingue per la calma e la lucidità nei momenti difficili. Gli eventuali insuccessi (ce ne saranno, credimi) devono servire per crescere insieme. Chi non ha pazienza, che se ne vada pure.

Insomma, lo avrai letto fra le righe, formare una band è un’esperienza esaltante, importante, gratificante per chiunque abbia predisposizione per la musica ed abbia estro e fantasia. Se hai voglia di farlo non aspettare, comincia a lavorare da subito, perchè la strada è lunga e il tempo perso non te lo restituisce nessuno. Preparati, non lasciare niente al caso, devi avere una buona conoscenza di tutto, dalle normative alle nozioni di acustica agli strumenti musicali (anche quelli che non suoni), e buone capacità diplomatiche per i rapporti con il tuo impresario, con le eventuali case discografiche, con i gestori di sale e feste, e soprattutto con i tuoi musicisti, che non saranno sempre facili da gestire.

E…. buona fortuna.

Leave A Comment

Your email address will not be published.

Article Marketing