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Passato e Futuro: I Fischietti di Rutigliano

Un fischietto Rutiglianese:

Ci si chiede spesso cosa sia in realtà lo stato dell’arte: esso sancisce l’effettiva innovazione ed il passaggio inventivo. Lo stato dell’arte dovrebbe essere utilizzato per designare tutto ciò che è reso disponibile al pubblico tramite descrizione orale, scritta o in qualsiasi altra modalità esistente. Dunque, ragionevolmente a quanto detto, il talento e la memoria potrebbero essere considerate come qualità necessarie a raggiungere il così detto "stato dell’arte". In effetti sono due i presupposti da considerare.

I. Lo stato dell’arte a partire dalla memoria storica e popolare.

Rutigliano è un paese di 18.960 in provincia di Bari, dista dal suo capoluogo circa 22 km e nasce dai piccoli villaggi, posizionati principalmente sulle lame (letti di fiumi ormai scomparsi). Il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di affioramenti rocciosi risalenti al Cretaceo, ricchi di testimonianze fossili, come i resti di pesce vissuti 90 milioni di anni fa, vi è dunque una notevole presenza di beni archeologici aggregati ad emergenze di notevole importanza naturalistica, ambientale e paesaggistica. Il legame esistente conduce ad un chiaro vantaggio, ovvero, un progetto di valorizzazione dell’area.

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Lòddfd urbano sopravvissuto a tutti gli altri insediamenti, tra l’altro in via di abbandono già all’inizio del III secolo a.C. L’esistenza della città di Azetium è documentata dall’emissione di monete, da Plinio e in diversi itinerari romani, tra i quali la Tavola Peutingeriana.

 

Tra le attività artigianali tipiche del paese, posto di assoluto rilievo è ricoperto dall’arte ceramica ed in particolar modo dalla produzione di fischietti in terracotta. La tradizione dei fischietti di Rutigliano affonda le proprie radici nella antica arte della lavorazione dell’argilla. Pullulano i laboratori artigianali impegnati in quest’attività ormai secolare. Il 17 gennaio, in occasione della festa di S.Antonio Abate protettore e patrono dei contadini, si svolge la fiera del fischietto in terracotta dove la tradizione vuole che si possa assistere a spettacoli di musica e arte varia, tale momento è atteso dagli artigiani locali per confrontarsi con artisti di altri luoghi Pugliesi e disparate regioni. Gli artigiani fanno a gara per modellare le proprie opere d’arte che il più delle volte si tramutano in vere e proprie caricature a personaggi politici e dello spettacolo.

Naturalmente, in questa occasione, come vuole la tradizione popolare, si allestisce oltre a quella dei fischietti anche l’esposizione di prodotti in terracotta, si pensi ai tegami e alle pignatte. Per rendere particolare ed unica la cottura dei cibi, gli utensili una volta creati vengono cotti la prima volta a 800° e la seconda a 1200°, in tal modo si innesta una procedura che consente all’amido di impregnarsi nella terracotta. In Fiera inoltre è possibile assaggiare i prodotti tipici del posto, come ad esempio, i p’rciedd di sant’Antonio (croccanti bocconcini fritti), pettole, focacce oppure le più classiche orecchiette al ragù di carne di cavallo con braciole equine.

II. Il talento come arte allo stato puro.

L’attuale metodologia di costruzione dei fischietti si rifà alle tecniche artigianali dell’antica Roma e del mondo Ellenico; il primo fischietto della storia fu recuperato a Castiello e risale al IV secolo. Il procedimento di realizzazione di un fischietto presuppone che l’argilla venga preparata

e poi pressata in due stampi di gesso da sovrapporre. Riaperto lo stampo, per completare il lavoro, è fondamentale usare un bastoncino di legno per controllarne il corretto funzionamento. Infine, vengono cotti fino a quattro giorni ed una volta solidificatisi, possono anche essere dipinti con colori di particolare brillantezza.

 

È possibile reperire fischietti d’ogni tipologia e dimensione: dal prete, alla signorina con l’ombrello, dal poliziotto, agli uomini politici o attori. Vi sono anche fischietti, semplici nell’apparenza ma carichi di significato, si pensi al sole, alla stella o al gallo, essi rappresentano inevitabilmente la cultura e le tradizioni della popolazione locale. Non a caso, tradizione voleva che i ragazzi donassero alla loro amata un cesto di frutta con un fischietto a forma di gallo, simbolo di virilità. Inoltre, regalare un fischietto rappresentava un rito di buon auspicio, un modo per cacciare via il malocchio.

D’altro canto, “il fischietto” nasce come semplice passatempo per i bambini più poveri, ma assume quasi immediatamente valenza culturale, magica e simbolica. Intriso di memoria storica e popolare, diviene "soprammobile" originale ed evocativo proprio perchè artigianale: non dimentichiamo che si tramanda da generazione in generazione lasciando in eredità tradizioni e modi.

Ed anche se oggi i punti di vista sono cambiati profondamente, rimane impresso il ricordo e l’usanza. E noi, proprio attravverso questa definizione, cogliamo il quid essenziale delle continuità storica ed intellettuale del popolo Rutiglianese col passato.

Insomma, l’importanza di questo oggetto è innegabile, com’è palese l’attenzione dimostrata dagli amministratori locali verso il prodotto e l’evento. Tanto è vero che di recente il Comune di Rutigliano si è fregiato del marchio DE. CO. (Prodotto a Denominazione Comunale) al fine di tutelare produzione, vendita e distribuzione dei fischietti.   con la L.R. 19/97, in Lama S.Giorgio, tratto finale della Lama dell’Annunziata, una delle aree protette di prossima istituzione. In Rutigliano è sita inoltre Azetium unica località dove è riscontrabile l’esistenza di un centro

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