Si ritiene che la coltivazione del farro spelta sia iniziata nel medio o tardo Neolitico, tra il VII e il VI millennio a.C., nella mezzaluna fertile, l’area che si estende dal moderno Iraq all’Iran e alla Giordania. È quindi una delle prime coltivazioni del mondo occidentale. Il suo luogo di origine è controverso. Gli studiosi hanno avanzato 2 ipotesi: una suggerisce un unico luogo di origine in quello che oggi è il nord dell’Iran; l’altra si riferisce a 2 luoghi di origine indipendenti, uno nel nord dell’Iran e uno nel nord della Grecia. Il farro garantisce un importante apporto nutritivo grazie al suo contenuto di proteine (2% in più rispetto al grano) e alla presenza di numerose sostanze fondamentali come magnesio e moltissime vitamine appartenenti al gruppo B. Anche il livello di fibre insolubili è di tutto rispetto. Inoltre, in confronto al frumento, è sicuramente più digeribile. L’apporto proteico, unito all’abbondanza di fibre, garantisce una potenziata sensazione di pienezza dopo aver mangiato piatti a base di farro. Molte persone hanno introdotto questo cereale nella propria alimentazione per gli svariati effetti salutari che ha sull’organismo. Coloro che hanno scoperto di avere un’intolleranza al grano possono consumare questo cereale anche se è sconsigliato a chi soffre di celiachia perché contiene una buona percentuale di glutine, come del resto il frumento. È buona abitudine optare per il farro decorticato (cioè privato delle sole glumelle cioè, di fatto, praticamente integrale) piuttosto che quello perlato(che si presenta quasi completamente senza involucro esterno), perché contiene una maggiore quantità di fibre, indispensabili anche per garantire una corretta regolarità intestinale. Il tipo decorticato necessita di qualche ora a bagno nell’acqua prima di essere cotto per circa 40 minuti mentre, quello perlato, garantisce tempi di cottura quasi dimezzati ed evita il passaggio dell’ammollo.
Il farro è una pianta erbacea della famiglia delle graminacee. Solo in apparenza è simile al frumento perché, in realtà, la superficie del suo chicco è più resistente rispetto a quello del grano. La pianta viene protetta particolarmente bene grazie a queste sue caratteristiche e riesce così a preservarsi dall’attacco di dannosi agenti esterni.
Con la farina di farro si realizza un ottimo pane, con un sapore molto simile a quello del pane bianco, ma più aromatico; aggiunge un sapore di nocciola agli alimenti quando lo si usa e alcune persone lo consumano anche solo per questo motivo.In Italia i prodotti a base di farro sono reperibili soprattutto nei negozi di alimentazione naturale, ma anche in farmacia dove sono destinati essenzialmente a coloro che mal digeriscono i comuni prodotti a base di grano. Benché sia difficile che il glutine del farro, fragile e presente in quantità modeste, provochi reazioni allergiche simili a quelle causate dal grano, chi è allergico o sensibile al glutine può avere problemi anche con questo cereale. La spelta contiene quantità di ossalati medio alte. Chi soffre di calcoli renali dovrebbe limitare il consumo di farro e prodotti a base di questo cereale. Scopri come usare il farro in tutte le tue ricette
Tags: cereali, cucina naturale, farro, ricette vegetariane
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