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L’ arte di specchiarsi

Prima dell’ invenzione dello specchio  l’ unico modo per vedere la propria immagine era di trovare uno stagno o dell’ acqua a riposo per riflettersi.
Nell’ antichità i primi specchi erano semplicemente lastre di metallo. Talvolta di bronzo o di ottone, altre volte di rame o argento con la superficie perfettamente lucidata.
Oggi gli specchi sono formati da un sottilissimo strato di alluminio o di argento. Questo strato viene fissato al vetro tramite elettrolisi.
La capacita’ di specchiarsi si sviluppa nell’uomo già tra i 15 ed i 24 mesi di vita. Secondo gli stiudiosi  prima dei sei mesi un bambino che ha di fronte uno specchio, non si identifica con il riflesso ma  pensa che sia un altro. Fra i sei mesi e i diciotto mesi il bambino entra nella fase definita “fase dello specchio” in cui inizia a percepire la propria immagine riflessa riconoscendosi.
Ora l’ essere umano usa lo specchio tutti i giorni per rafforzare la propria immagine di se stesso. Nell’ era moderna lo specchio e’ diventato uno strumento e un simbolo fondamentale per la cosmesi e la cura dell’ aspetto esteriore del corpo e in particolare del viso.
Lo specchio oggigiorno incarna una valenza negativa o positiva secondo i casi: in esso ci si perde e ci si riconosce.
Lo specchio ai nostri tempi puo’ essere considerato anche un oggetto per l’ arredamento della casa e del bagno e con le tecnologie produttive moderne puo’ assumere forme varie e fantasiose.
Puo insomma diventare anche un opera d’arte.
Stilemio propone svariate forme stilistiche di questo splendido complemento d’ arredo.
 

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