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Distretto della Comunicazione in Puglia

Il Distretto Produttivo della Comunicazione, dell’Editoria, dell’Industria Grafica e Cartotecnica è finalmente realtà. Dopo due anni di intenso lavoro – coordinato in Confindustria Puglia dalla Commissione Editoria e Comunicazione – intorno al progetto di distretto della Comunicazione e della Creatività, infatti, la Regione Puglia ha riconosciuto ufficialmente questa proposta, accorpandolo a quello di Editoria ed Industria Cartografica.

È noto come nel Mezzogiorno e in Puglia nello
specifico, benché si registri una tradizione di operatori con buona
professionalità, le imprese hanno da sempre fatto fatica ad assumere una dimensione aziendale – tranne forse pochi casi – tale da riuscire ad intercettare una domanda di servizi evoluti in questo ambito. Tuttavia proprio dalla Puglia,
una delle regioni che più è cresciuta negli ultimi anni, possono
partire iniziative come questa, tese a migliorare la competitività
delle imprese anche attraverso il fare sistema.

La nascita di questo ed altri distretti è proprio il segno
– secondo la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone,
impegnata personalmente nella definizione di questo e altri distretti –
della volontà delle imprese di accogliere le sfide promuovendo ricerca, internazionalizzazione e nuovi investimenti. Dimostra, quindi, la volontà di affrontare le difficoltà della congiuntura economica puntando sulla qualità, che è il valore aggiunto della Puglia.

Il Distretto si attiverà nei prossimi giorni per l’avvio del Piano di Sviluppo, che consentirà alle imprese aderenti (circa 140) di progettare in una logica di rete.

IL Comunicato  stampa della Regione

Distretti produttivi: il via libera della Giunta

Sono quattro e tra i più attesi, i nuovi
distretti produttivi riconosciuti ieri dalla Giunta regionale.
Agroalimentare, florovivaistico ed editoria i settori economici ai
quali appartengono. Le imprese aderenti, 1204, rappresentano un vero
esercito praticamente quasi la metà (per la precisione il 45%) delle
aziende aggregate in tutti i distretti produttivi della Puglia, che
oggi sono ufficialmente 15 e contano complessivamente 2.638 imprese. È
un salto di qualità per la Puglia economica, che completa così un
percorso iniziato a febbraio 2008 con l’arrivo di 59 proposte. I nuovi
distretti si chiamano per intero “Distretto Agroalimentare di Qualità
Jonico-Salentino”, “Distretto Agroalimentare di Qualità Terre
Federiciane”, “Distretto Florovivaistico di Puglia”, “Distretto
Produttivo della Comunicazione, dell’Editoria, dell’Industria Grafica e
Cartotecnica”. Rappresentano tutti settori della nostra tradizione
economica ma ad accomunarli è la spinta verso l’innovazione e la
competitività raggiunta con la ricerca industriale e
l’internazionalizzazione. Non è stato facile concludere l’istruttoria
per la definizione di questi distretti, per questo il varo di ieri si
arricchisce di un significato importante che è rappresentato dalla
voglia di aggregarsi e di fare sistema espressa dalle nostre imprese.
Nei quattro nuovi distretti si sono fuse infatti ben 15 proposte, di
cui nove per i distretti agroalimentari. Tant’è che proprio queste
ultime sono confluite in due aggregazioni. Fino ad oggi non erano mai
state considerate ammissibili proposte che interessavano porzioni di
territorio sub regionali e non l’intera Puglia. “Occorre tuttavia
rilevare – è scritto sulla delibera di riconoscimento – che nell’ambito
dell’agricoltura il territorio pugliese e suddiviso in Regioni
Agrarie”. Le due zone regionali corrispondono secondo la più recente
normativa alle province di Bari-Foggia e Lecce-Brindisi-Taranto. Ecco
il perché di due proposte che peraltro contribuiscono a valorizzare le
tipicità dei territori. Il Distretto Agroalimentare di Qualità Terre
Federiciane rappresenta dunque la “zona regionale” delle province di
Foggia e Bari, mentre il Distretto Agroalimentare di Qualità
Jonico-Salentino indica quella delle province di Taranto, Brindisi e
Lecce. Entrambi i distretti sono accomunati dal filo conduttore
rappresentato non solo dalla produzione agroalimentare, ma dalla
qualità del prodotto. Una caratteristica che non a caso è stata
sottolineata dalla Vice Presidente della Regione Puglia e Assessore
allo Sviluppo economico Loredana Capone che ha portato in giunta le
delibere. “Le proposte di distretto approvate ieri – ha commentato –
rappresentano un traguardo di enorme rilievo per la nostra economia.
Voglio sottolinearlo con forza non solo perché oggi si conclude
un’istruttoria complicatissima, ma perché queste proposte di
aggregazione dimostrano la volontà delle imprese di accogliere le sfide
promuovendo ricerca, internazionalizzazione e nuovi investimenti.
Dimostrano di voler affrontare le difficoltà della congiuntura
economica puntando sulla qualità, che è il valore aggiunto della
Puglia. I distretti agroalimentari contengono questa parola nel loro
nome. Non è un caso. È la qualità che valorizza la Puglia sui mercati
esteri e che attrae gli investimenti. È la qualità che la Giunta
regionale vuole valorizzare come biglietto da visita della Puglia nel
mondo”. Anche l’assessore all’Agricoltura Dario Stefano ha voluto
commentare il riconoscimento di ieri: “Con questo varo – ha detto – il
mondo agricolo pugliese ha la grande occasione di rinnovarsi, lasciando
inalterato tuttavia il patrimonio di una grande tradizione. Attraverso
i due distretti le nostre produzioni agroalimentari riceveranno ottime
opportunità di valorizzazione e promozione”. (COM.)

 

 

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