Oltre 250 detenuti del carcere di Canellones in Uruguay, ed i loro familiari, potranno partecipare a laboratori formativi ed educativi, dentro e fuori le carceri, avere l’opportunità di superare le difficoltà sociali causate dalla reclusione e ritornare alla vita libera attraverso l’inserimento lavorativo. Tutto questo grazie alla partnership COSPE, Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti e Gruppo Corpo Vigili Giurati , gruppo leader nel settore della vigilanza privata, azienda impegnata già da quasi un decennio in progetti di solidarietà a livello locale e nazionale. Gruppo Corpo Vigili Giurati, nei suoi oltre 85 anni storia, è un esempio di azienda responsabile, corretta e trasparente, che amministra le proprie attività con attenzione alla comunità, alle istituzioni, ai collaboratori e alle associazioni umanitarie, forte nella convinzione di una nuova cultura e di una modalità diversa di fare impresa. Coerentemente con la sua filosofia, quest’anno Gruppo Corpo Vigili Giurati ha scelto di finanziare il progetto Alternativa Solidaria, il cui obbiettivo generale è quello di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle persone, e delle rispettive famiglie, recluse nelle prigioni di Canelones in Uruguay. Lo strumento prescelto è la formazione al lavoro e il sostegno a forme di lavoro autogestite (cooperative e imprese sociali), che siano viabili, sostenibili e orientate al mercato. La strategia individuata mira ad inserire elementi di innovazione in un sistema basato solo sulla repressione a determinare il definitivo ingresso delle persone, private della libertà, nel circuito criminoso. Il progetto coinvolge nelle azioni le famiglie della popolazione carceraria e il personale assegnato alle carceri, dato che una delle preoccupazioni centrali è quella di riuscire a rompere le logiche di divisione tra l’istituzione carceraria e il resto della società. Il progetto della durata di 18 mesi, prevede: OBIETTIVI: sarà articolato in diverse fasi, si va dalla formazione professionale e in cooperativismo all’identificazione di settori di opportunità per promuovere iniziative produttive, dallo studio di fattibilità socio-economica alla consulenza legale, economica e sociale per i gruppi produttivi; dall’ appoggio per la commercializzazione all’ acquisto di attrezzature. Grazie al progetto i gruppi formati potranno anche avere accesso al credito cooperativo e/o solidale e fondamentale sarà il sostegno alle famiglie e alle persone una volta uscite dal carcere. Il progetto prevede inoltre campagne di informazione e sensibilizzazione presso l’opinione pubblica, workshop su genere e pari opportunità nel padiglione femminile, l’agevolazione di accordi con le amministrazioni locali e imprese del settore privato per l’inserimento dei liberati/e e seminari per gli operatori del sistema penitenziario e del potere giudiziario. Un programma completo e articolato che coinvolge nelle azioni le famiglie della popolazione carceraria e il personale assegnato alle carceri, dato che una delle preoccupazioni centrali è quella di riuscire a rompere le logiche di divisione tra l’istituzione carceraria e il resto della società. CONTESTO: Il progetto è rivolto a un contesto oggi molto critico in Uruguay, ossia il sistema penitenziario, le cui condizioni sono state definite allarmanti dal Relatore dell’ONU sulla tortura dopo una sua recente missione nel paese (marzo 2009). Fra le carceri dell’Uruguay, il centro penitenziario di Canelones è uno di quelli che fa registrare le peggiori condizioni in termini di: sovraffollamento, condizioni igieniche e di vita, livello di sicurezza e controllo interno da parte delle autorità di polizia. La maggior parte delle persone recluse (quasi il 60%) si trova ancora in attesa di condanna ed è detenuta negli stessi spazi e alle stesse condizioni delle persone condannate. Il governo uruguaiano sta disegnando un piano di medio e lungo periodo con l’obiettivo di incidere positivamente sulla drammatica situazione. “Siamo molto orgogliosi di questa nuova partnership con una delle Organizzazioni non profit più importanti a livello locale ed anche internazionale. Ne condividiamo e vogliamo supportare fini e mezzi. Il progetto sostenuto è un primo ed importante passo mosso assieme, in direzione di un diverso modo di essere e fare impresa promuovendo e rispettando i diritti umani che concorrono alla libertà della persona”, ha commentato Ruben Bianchini, Amministratore Delegato.
Tags: corpo vigili giurati, impianti di allarme, portierato, satellitare, vigilanza armata
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