Identificazione precoce e intervento nelle difficoltà di apprendimentoCorso di Formazione al Centro Studi Erickson, Trento, 19 e 20 aprile 2013Con la partecipazione di Andrea Facoetti, Università degli Studi di Padova, autore della recente ricerca sul riscontro positivo ottenuto dai videogiochi d’azione: migliorano aspetti dell’attenzione visiva e favoriscono l’estrazione di informazioni dall’ambiente.Il Centro Studi Erickson presenta il Corso Identificazione precoce e intervento nelle difficoltà di apprendimento, Trento, 19 e 20 aprile 2013, un’opportunità di formazione finalizzata a illustrare una panoramica di strumenti, utili nel contesto scolastico, per identificare precocemente le difficoltà di apprendimento, oltreché per fornire proposte di piani di intervento da realizzare nel corso delle normali attività scolastiche.Le difficoltà di apprendimento rappresentano uno dei più rilevanti problemi in ambito scolastico. Tali problemi sono spesso alla base dell’insuccesso, della scarsa autostima e motivazione allo studio e quindi del conseguente abbandono scolastico.Per queste ragioni risulta sempre più importante focalizzare l’attenzione sulla prevenzione, sull’individuazione e sull’intervento precoce, modalità certamente da preferire rispetto ad altri interventi «pericolosamente tardivi», per poter così iniziare a lavorare in modo mirato prima dell’acuirsi delle difficoltà. In questa prospettiva diventa essenziale che la scuola recuperi la centralità del suo ruolo e si costituisca come spazio privilegiato per l’individuazione e l’impostazione di un lavoro mirato alle difficoltà di sviluppo e di apprendimento in generale.Particolarmente atteso l’intervento del professor Andrea Facoetti, dell’Università di Padova e consulente all’Istituto Scientifico “E. Medea”: la ricerca del suo team, pubblicata sulla rivista Current Biology, Action Video Games Make Dyslexic Children Read Better, ha infatti attirato l’attenzione di molti esperti, educatori e genitori.Lo studio, oltre a dimostrare come i videogiochi d’azione possano migliorare l’attenzione visiva e favorire l’estrazione di informazioni dell’ambiente, ha fornito un’ulteriore conferma sul legame fra il deficit di attenzione visiva e la dislessia. ProgrammaVenerdì 19 aprile 9.00 – 13.00PlenariaL’identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento: un quadro introduttivoStefano Franceschi (psicologo, Centro Studi Erickson, Trento)Criteri valutativi e indici predittivi per l’identificazione precoce delle difficoltà di apprendimentoAndrea Facoetti (Università di Padova)La valutazione delle competenze emergenti nel passaggio tra scuola dell’infanzia e primariaLerida Cisotto (Università di Padova)Il lavoro mirato allo sviluppo dei prerequisiti nel contesto scolasticoGraziella Tarter (logopedista, APSS Trento) In ciascuna sessione di workshop di approfondimento ogni partecipante avrà la possibilità di frequentare uno dei due workshop proposti.Venerdì 19 aprile 14.00 – 18.001. La valutazione e l’intervento sui prerequisiti all’apprendimento: l’uso del questionarioosservativo IPDA (Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento) e percorsi dipotenziamentoMaria Lucina Tretti (Studio di Psicologia dell’Apprendimento, Padova e Università di Padova)L’obiettivo della rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento non deve limitarsi alla segnalazione, ma deve costituire il primo passo per iniziare un programma educativo di recupero. Questo si rivela tanto più efficace, quanto più precoce è la sua realizzazione. In linea con tali premesse è stato realizzato e sperimentato il programma Ipda che propone strumenti per identificare precocemente le difficoltà di apprendimento e percorsi di intervento da realizzare all’interno della scuola dell’infanzia. L’obiettivo è ridurre, per quanto possibile, le differenze tra i bambini prima del loro ingresso alla scuola primaria, agendo su abilità che sono considerate prerequisiti degli apprendimenti scolastici.
2. Laboratori di potenziamento delle abilità di letto-scritturaGraziella Tarter (logopedista, APSS trento)I bambini che arrivano all’appuntamento con la scuola primaria non hanno uno sviluppo uniforme delle competenze cognitive, linguistiche, metalinguistiche, grafomotorie, percettive, attentive. le differenze personali fanno riferimento a una scala graduale che richiede un intervento di potenziamento e omogeneizzazione da parte dell’insegnante per poter mettere gli alunni nelle condizioni migliori per poter apprendere. Questo lavoro sulle competenze di base dovrebbe accompagnare sia i bambini a rischio di disturbo di apprendimento sia gli alunni con piccoli ritardi e/o fragilità, dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia a tutto il primo biennio della primaria. a partire dal terzo anno è invece possibile riconoscere e diagnosticare un DSA e le difficoltà scolastiche assumono connotazioni diverse, ma all’insegnante rimane comunque il compito di attuare dei percorsi, a volte chiaramente di recupero, ma più spesso di semplice potenziamento, che coinvolgono un numero sempre maggiore di alunni.
Sabato 20 aprile 9.00 – 13.003. Il lavoro sulle abilità specifiche: la pre-alfabetizzazione Enrica Polato e Nicoletta Galvan (Gruppo di Ricerca sulla Didattica della Lingua, Università di Padova)Il workshop tratterà nello specifico il portfolio per la prima alfabetizzazione, uno strumento diretto a monitorare l’evoluzione delle prime competenze di lettura e scrittura nel passaggio tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. I materiali proposti seguono il percorso di alfabetizzazione del bambino, dall’emergere dei primi tracciati grafici fino alla scoperta dei segni alfabetici, rilevando le competenze emergenti di lettura e scrittura maturate dai bambini prima e al di fuori dell’insegnamento formale del codice. oltre a comprendere le tradizionali abilità di tipo percettivo e prassico (fluidità del tratto grafico, orientamento spaziale, ecc.), il profilo riguarderà anche le componenti cognitive e linguistiche determinanti per l’apprendimento di lettura e scrittura. Il portfolio riveste inoltre grande valore ai fini della prevenzione delle difficoltà. I compiti proposti e i criteri di analisi suggeriti sono stati concepiti, infatti, con l’obiettivo di far emergere tempestivamente lacune o ritardi nell’acquisizione delle abilità di lingua scritta.
4. Il lavoro sulle abilità cognitive: memoria e attenzioneFloriana Costanzo (UOC Neuropsichiatria Infantile, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma)Il workshop è rivolto a presentare proposte di intervento nei disturbi dell’apprendimento focalizzate al potenziamento delle abilità di memoria, in particolare la working memory (Wm), e dell’attenzione, con riferimenti anche ad altri aspetti delle funzioni esecutive come la pianificazione. La prima parte del workshop riguarderà una breve introduzione teorica al ruolo delle abilità dominio-generali della Wm e dell’attenzione nella dislessia e nei disturbi del calcolo, facendo riferimento ai modelli neuropsicologici e ai network cerebrali relativi. La seconda parte del workshop presenterà le evidenze scientifiche che supportano l’azione di training focalizzati al potenziamento della Wm e/o dell’attenzione nel migliorare alcune abilità cognitive in bambini con disturbi dell’apprendimento o in comorbilità con altri disturbi. Nella terza parte verranno illustrate le principali tecniche utilizzate per l’incremento della Wm, focalizzate all’aumento dello span o dell’updating, così come le principali tecniche utilizzate per favorire il prolungamento dei tempi di attenzione sostenuta e il miglioramento dell’attenzione selettiva. Verranno quindi descritti e discussi alcuni casi clinici esemplificativi e verranno presentate alcune proposte specifiche di intervento. Sabato 20 aprile 14.00 – 16.005. Il lavoro sulle abilità di comprensione/espressione linguisticaIrina Podda (Centro di Logopedia, Parole Al Centro e Studio di Logopedia, Genova)Questo workshop ha l’obiettivo di fornire alcune sintetiche conoscenze di base riguardo alle abilità sottostanti la capacità dei bambini di comprendere il linguaggio e di esprimersi attraverso enunciati. Dopo questa premessa introduttiva seguirà una parte più ampia che mira a fornire indicazioni su attività pratiche utili a migliorare le loro competenze linguistiche, che possono essere svolte con i bambini nel contesto didattico. In particolare, si descriveranno proposte di lavoro aventi come caratteristica comune una valenza metalinguistica e la possibilità di essere sviluppate nel tempo secondo un criterio di complessità crescente. In tal modo sarà possibile adattarle al lavoro con bambini in gruppi di età e di scolarità via via crescenti.L’ultima parte riguarda l’esperienza della lettura rivolta ai bambini quale potente strumento per migliorare le loro competenze linguistiche attraverso una selezione corretta del materiale e uno stile di lettura appropriato.
6. Il lavoro sulle abilità di calcoloSara Caviola (Università di Padova)Scopo del workshop è quello di fornire gli strumenti teorici, concettuali e metodologici per la comprensione dei principali processi cognitivi nell’ambito delle competenze matematiche legate allo sviluppo dell’abilità di calcolo. Partendo dai più recenti studi psicologici relativi alla cognizione numerica, verranno delineati i processi cognitivi alla base dello sviluppo delle competenze che permettono di eseguire compiti aritmetici complessi, come ad esempio l’esecuzione di calcoli a mente. Dopo un breve inquadramento teorico iniziale, il lavoro procederà con la presentazione dei principali strumenti per la valutazione delle competenze numeriche e aritmetiche nel bambino. attraverso la siglatura di protocolli, verrà condotta l’analisi del profilo delle competenze del bambino attraverso un’attenta osservazione non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa degli errori commessi. L’ultima parte del workshop sarà invece dedicata all’ideazione e programmazione mirata di eventuali percorsi di potenziamento, volti a migliorare l’apprendimento delle abilità aritmetiche.
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