Non so quanti di voi avranno già sentito parlare di questo termine inglese: “crowdsourcing”, che nella nostra lingua non è facilmente traducibile se non con un’oppurtuna spiegazione.
Sicuramente la maggior parte dei lettori conoscerà il significato di “outsourcing”, termine già da tempo in uso anche in italiano, che in pratica starebbe a significare quando un’azienda si rivolge a terzi per far sviluppare un certo progetto o parte di esso, piuttosto che occuparsene direttamente.
A questo punto appare più chiaro il significato di “crowdsourcing”, dove “crowd” sta per folla, massa di persone, ed è quindi un neologismo nato dall’unione di queste due parole anglosassoni. In questo senso, i terzi che svilupperanno il vostro progetto non saranno più soltanto una singola azienda o solo un libero professionista, a seconda del tipo di progetto, ma tante aziende e tanti liberi professionisti, tutti in competizione fra di loro per offrirvi il miglior prodotto finale.
Se siete preoccupati poi del pagamento, ovviamente non dovrete pagare il lavoro a tutti, ma soltanto a chi alla fine lo svolgerà meglio. Si tratta in pratica di qualcosa del tutto simile a un concorso, con la differenza che qui il cliente ha una più attiva partecipazione durante lo stesso. Tutti questi professionisti che concorrono infatti lo fanno per accaparrarsi il lavoro che avete deciso di mettere in “crowdsourcing” piuttosto che svilupparlo internamente o rivolgervi a una tradizionale ditta, e la competizione tra di loro sarà la motivazione che li porterà a dare del loro meglio.
Il settore in maggiore sviluppo in questo senso è senza dubbio quello creativo, in particolar modo della grafica pubblicitaria, siti web e soprattutto la produzione di loghi. Esistono infatti molti siti dove si può lanciare un concorso al fine di ottenere un template per il proprio sito, un biglietto da visita, oppure la creazione di un logo.
In particolare i loghi aziendali sono molto richiesti sul mercato del “crowdsourcing”, al punto che sono nati dei siti dedicati solamente a questo. In un tipico sito di concorsi per loghi, il cliente lancia un “logo contest” e inizia a ricevere nel giro di poche ore le prime idee. Durante questa fase il cliente dovrà classificare i vari loghi per ordine di preferenza. Nel frattempo i designer che partecipano al suo concorso gli inviano sempre nuove idee e provvedono a correggerle e migliorarle a seconda dei gusti del cliente che ha aperto il contest. Il meccanismo è molto innovativo e offre al cliente una vasta scelta tra le mille idee proposte, rispetto a quanto una normale azienda di grafica possa offrire (di solito 4-5 idee diverse tra cui scegliere). Per concludere bisogna dire che questa è una buona opportunità soprattutto per le aziende in cerca di nuove idee per i propri marchi, così come lo è per i creativi, specialmente giovani, che amano la competizione e vogliono aggiornare il loro portfolio con la possibilità di guadagnare ed entrare in contatto con clienti di tutto il mondo.
Buon “crowdsourcing” a tutti!
Tags: grafica pubblicitaria, loghi, studio grafico
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