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Storica condanna per usura bancaria di direttore di banca

L’usura bancaria è un reato riconosciuto e punito dalla Legge tramite l’art. 644 del Codice penale, riformulato dalla Legge n. 108 del 1996, che ha apportato profonde innovazioni e modifiche in materia di usura.
La Legge sanziona la condotta di banche ed operatori finanziari che, a fronte di operazioni di erogazione di credito, applichino commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per le imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito superiori al limite del Tasso Soglia d’Usura; il principale ambito di operatività della disciplina è costituito dai conti correnti, dai mutui e da altre operazioni di finanziamento e credito.

Il 30 maggio 2014 è una data storica perchè per la prima volta un direttore di banca è stato condannato dal Tribunale di Salerno per il reato di usura bancaria. La sentenza ha una portata storica poichè si tratta della prima volta in cui la condanna per questo reato porta alla reclusione, colpendo una persona fisica. Il pubblico ministero aveva evidenziato nella sua argomentazione “consistenti sforamenti del tasso di usura”. La condanna inflitta dalla prima Sezione Penale del Tribunale di Salerno è stata di un anno e due mesi di reclusione (pena sospesa).

Il condannato è un funzionario Unicredit, direttore della filiale di Salerno dell’allora Banca di Roma, successivamente confluita in Unicredit. E’ stato accertato che il direttore aveva applicato tassi di usura su un’apertura di credito con utilizzo in conto corrente di corrispondenza accesa presso la sua filiale.

La denuncia per usura bancaria è scattata a seguito della curatela fallimentare di Siprio, società del settore alimentare, che pur non avendo debiti nè con i fornitori, nè con i dipendenti, era stata portata al crac da un’esposizione bancaria maturata con tassi di massimo scoperto sospetti. Una particolareggiata perizia tecnico-contabile ha evidenziato l’applicazione sulle aperture di credito aziendali di tassi effettivi (TEG) superiori ai limiti di legge. La perizia è stata predisposta dallo Studio Kipling di Ostuni che nella persona del Dott. Francesco Leo ha curato la difesa tecnica dell’imprenditore, coadiuvando l’avv. Mario Tagliareni del Forod di Roma, legale di fiducia in tutte le fasi del giudizio penale.

L’iter processuale avviato nel 2011 ha portato alla richiesta di archiviazione da parte della Procura.
Tuttavia, a seguito dell’opposizione nell’ambito della quale il Dott. Francesco Leo consulente tecnico dell’azienda, ha messo in evidenza tutti gli artifici contabili utilizzati dalla banca per occultare il reato di usura non contemplati nelle indagini, è stato disposto l’incidente probatorio. Il GIP ha tenuto in debita considerazione quanto eccepito dalla difesa dell’imprenditore.

L’accertamento tecnico correttamente impostato ha confermato all’esito dell’incidente probatorio la sussistenza sulle aperture di credito Unicredit dell’usura oggettiva (art. 644 c.p. comma 2).
La decisione del Tribunale di Salerno considera dei principi per il compimento dell’indagine tecnica innovativi e del tutto conformi alla L. 108/96 senza i quali il tutto si sarebbe concluso in un nulla di fatto già all’esito della prima richiesta di archiviazione avanzata dal PM.

E’ stato riconosciuto il risarcimento del danno alla parte civile, il socio della Siprio costituitosi in giudizio. Il danno sarà da quantificarsi in sede civile.

Nel frattempo Siprio ha denunciato altri quattro istituti di credito: su di essi ora pende un procedimento davanti al giudice preliminare.

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