Gli imprenditori creano valore Abituati ad avere una visione distorta, macchiettistica, degli imprenditori – lavoratori indefettibili secondo alcuni, insensibili dediti solo al profitto secondo altri – dimentichiamo spesso che le imprese oltre a produrre ricchezza, più in generale producono valore e svolgono quindi una funzione sociale.
A cominciare dalla formazione degli addetti, per continuare con il sostegno che ogni azienda dà all’occupazione. Un sondaggio della "Fondazione Nord Est" fotografa impietosamente questa situazione.
Il 96,7% degli intervistati attribuisce votazioni uguali o superiori al sei all’idea che l’imprenditore sia una figura "di responsabilità verso gli altri", con l’87,7% di risposte per i voti dall’otto al dieci;
d’altra parte gli imprenditori, e in particolare le donne (93%), definiscono "stressante" la loro professione (88,4% di voti tra il sei e il dieci), ancora più che invidiata e apprezzata (63% e 60,8%). Una professione, altresì, ritenuta gratificante dal 53% di loro, percentuale di poco inferiore a quanti la reputano "economicamente arricchente" (53,8%, con un 64,5% di risposte tra le aziende con 50 e più addetti).
Ma c’è un altro aspetto interessante. Solo il 43,7% degli imprenditori ritiene di essere apprezzato dallo Stato; non va certamente meglio ai sindacati, con il 49,4% di voti. I dipendenti delle aziende e le popolazioni paiono raccogliere, in prima battuta, un giudizio molto favorevole, con l’83,5% e l’81,5% di voti tra sei e dieci.
Concentrando tuttavia l’attenzione sulle votazioni tra otto e dieci, le percentuali dei due soggetti scendono al 41,3% e al 34,5% (contro il 14,9% dei sindacati e il 18,3% dello Stato): il che, a giudicare dalle risposte, rende meno certa la sensazione di un apprezzamento "a-priori" del fare impresa da parte dei dipendenti e delle popolazioni. Con riferimento infine all’età degli intervistati, gli imprenditori più giovani danno mostra di percepire scarso apprezzamento da parte dello Stato, visto il 52,6% di voti tra uno e cinque (i più bassi), contro il 60,5% tra quelli più anziani.
Oltre alla richiesta di esprimersi sull’autopercezione professionale e in merito al valore dell’imprenditorialità, ai titolari d’impresa è stata sottoposta una batteria di domande sulla sostenibilità dello sviluppo: le risposte attestano come, a loro parere, "l’insufficienza di infrastrutture" e il "deterioramento ambientale" provochino – talvolta – diffidenza nei loro confronti.
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