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Mutuo a Tasso Variabile o Fisso.Ecco il dilemma

Il dilemma su quale scegliere,oltre alle condizioni offerte dalle banche,è capire se il momento economico favorisca un rialzo dei tassi nel lungo periodo o una diminuzione.
Con il tasso fisso, la differenza in più che si paga è la tranquillità di non dover subire aumenti durante la vita del mutuo stesso. Ma spesso questa tranquillità è pagata a caro prezzo. Se è possibile pagare una rata di tasso fisso senza troppi sacrifici, a volte è suggeribile utilizzare un mutuo a tasso variabile ma accantonare sistematicamente la differenza risparmiata. E’ quindi possibile creare un serbatoio di liquidità che potrà servire in caso di rialzo dei tassi ma che in alternativa aiuterà in un’estinzione anticipata o per nuove esigenze di finanziamento.

L’ADUSBEF (l’associazione a difesa dei consumatori ed utenti bancari, finanziari e assicurativi) in previsione di un possibile aumento dei tassi già da 2 anni consigliava ai futuri mutuatari di stipulare mutui a tasso fisso; oggi, grazie all’aumento BCE dello 0,25 % sui tassi, chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile sarà costretto a pagare una rata più alta…e ancora più alta visto che si prevedono ulteriori rialzi entro la fine dell’anno.

Qual’è la differenza tra il mutuo a tasso fisso e variabile?
Sostanzialmente poca differenza.Bisogna considerare che il tasso fisso dei mutui, incorpora già una previsione di crescita o diminuzione dei tassi che può essere più o meno puntuale. Il tasso variabile invece prevede un tasso di interesse iniziale e poi degli aggiustamenti continui in base ai tassi di interesse stabiliti dalla Banca Centrale Europea per gli scambi di liquidità nel mercato interbancario.

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