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La certificazione Gost R, tappa obbligata per esportare in Russia

Il particolare e senza dubbio complesso momento economico, obbliga le imprese italiane a cercare, al fine di non fallire, nuovi sbocchi per le proprie merci. Da alcuni anni, tra le mete preferite delle imprese europee, è stabilmente presente la Federazione Russa. Esportatori tedeschi, italiani, olandesi e francesi hanno duramente concorso per la conquista di quote di mercato in tutti i settori di un’economia grande e promettente, come quella russa si è rivelata sin dai primi anni di questo secolo. I numeri sono quelli di una grande economia mondiale, con una popolazione di circa 140 milioni di persone ed una produzione lorda procapite nel 2010 di 10’400 US$, la Federazione è membro a diritto del club dei G8 sin dal 1998. 245 sono stati i miliardi di dollari di merci importate nel 2010, il 28% in più dell’anno precedente che però era stato segnato dalla pesante crisi che ha segnato il paese nel biennio 2008-2009. Nel 2010 il volume di importazioni ha evidenziato il quasi totale recupero rispetto ai livelli pre-crisi; i dati ufficiali dei primi 6 mesi del 2011 hanno già assicurato il superamento di quei livelli, da gennaio a luglio infatti sono stati importate merci per 174 miliardi di dollari americani. E’ naturale che questi numeri facciano del mercato russo uno dei più appetibili, soprattutto in un momento in cui i mercati europei e statunitense sono meno ricettivi che in passato. La scelta di esportare in Russia porta con se l’obbligo di affrontare, prima ancora di avere i propri prodotti presenti sugli scaffali dei negozi, diversi ostacoli burocratici. Tra questi probabilmente il più importante è la conferma della conformità dei prodotti e della produzione agli standard russi, a cui usualmente ci si riferisce con Gost R standard. Con Gost R, una volta lasciata la Russia, si intendono un gruppo molto vario di certificazioni. Le certificazioni possono essere dedicate a particolari settori dell’economia, come la ricerca, l’estrazione e il trasporto degli idrocarburi; in questo caso si parlerà di permesso Rostekhnadzor conosciuto erroneamente in Italia come certificato Gost RTN. Tra le certificazioni che sicuramente hanno un’incidenza maggiore per la produzione Italiana esportata in Russia, troviamo sicuramente la Dichiarazione di conformità Gost R, che ha un ruolo essenziale per esempio nelle procedure di esportazioni di generi alimentari. Oppure numerosi sono i certificati di conformità Gost R che sono richiesti a buona parte della produzione industriale, come per esempio: valvole, tubi e materiali da costruzione. Queste certificazioni Gost, insieme con la registrazione di conformità sanitaria statale SGR (conosciuta anche come certificato sanitario dell’unione doganale), costituiscono il corrispettivo di quelle che nel vecchio continente sono la marchiatura CE e la conformità alle regole ISO. La Russia inoltre ha appena terminato i 18 anni di iter politico-burocratico che la porteranno ufficialmente a presenziare ad una riunione dell’OMC il 15 di dicembre, rendendo così ancora più conveniente e sicuro esportare nel paese. Quest’ultima novità obbligherà probabilmente le autorità russe a rinunciare a qualcuna delle misure ancora in vigore, atte alla protezione dei propri produttori, come è prevedibile però il cambiamento sarà graduale e ampi miglioramenti non potranno essere evidenti nell’immediato. Nell’ambito delle certificazioni in Russia, di progressi se ne sono fatti e se ne stanno facendo tuttora, per esempio i Regolamenti Tecnici stanno sostituendo, allo scopo di conformarsi con gli standard europei, i vetusti certificati di conformità Gost R. Inoltre il mutamento della Comunità economica Euroasiatica in un vera e propria unione doganale e economica, dotata di una sola moneta, non potrà che migliorare la situazione e rendere più conveniente per le nostre imprese un eventuale sbarco nei paesi dell’ex Unione Sovietica e nei loro profittevoli mercati.

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