Il morbo di Alzheimer, detta anche demenza senile di tipo Alzheimer, demenza degenerativa primaria di tipo Alzheimer o semplicemente di Alzheimer, è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile – prima dei 65 anni) La demenza è una condizione che interessa dall’1% al 5% della popolazione oltre i 65 anni, con una prevalenza che raddoppia ogni quattro anni giungendo ad una percentuale di circa il 30% all’età di 85 anni La demenza è una sindrome degenerativa caratterizzata dalla perdita progressiva delle funzioni cognitive (memoria, attenzione, ragionamento, linguaggio, pianificazione, ecc…) accompagnata dalla comparsa di sintomi non cognitivi che interessano la personalità, l’affettività e il comportamento in generale (vedere tabella sotto per un quadro sintomatologico della demenza). Si tratta di una malattia a carattere progressivo e globale (con un andamento variabile da persona a persona), destinata a compromettere un numero sempre maggiore di funzioni cognitive e a coinvolgere anche lo stato funzionale del malato (cioè tutte quelle abilità che sono indispensabili per la vita quotidiana). La demenza è una condizione che interessa dall’1% al 5% della popolazione oltre i 65 anni, con una prevalenza che raddoppia ogni quattro anni giungendo ad una percentuale di circa il 30% all’età di 85 anni (fonte Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – CNESPS, dell’Istituto Superiore di Sanità).Allo stato delle attuali conoscenze, la medicina non dispone di un trattamento che sia in grado di impedire il progredire della malattia e riportare il malato alla normalità. Esistono soltanto farmaci “sintomatici” che possono in parte migliorare la situazione esistente e rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, è importante sottolineare che:– questi farmaci sono da utilizzare nella prima fase della malattia, lieve e moderata (non nelle fasi avanzate);– non funzionano in tutti i casi (ci sono malati che rispondono bene al trattamento, i “responders”, e altri che invece non hanno alcun beneficio, i “non-responders”) e non si sa in anticipo quali siano;– possono avere effetti collaterali anche gravi (quindi la somministrazione di questi farmaci necessita della supervisione di un medico specialista).
I famigliari possono appoggiarsi a strutture specializzate e aiutare i loro cari con personale preparato in grado di accompagnare la persona durante tutta la giornata.
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