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Che cosa è il counseling nella poesia – un viaggio poetico dentro di sè

La poesia, la canzone e il racconto della Resilienza

Resilienza è un termine legato al campo della fisica e si riferisce alla capacità di un metallo di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stato sottoposto a sollecitazioni meccaniche violente. Ma anche la sua capacità di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi. Negli anni Ottanta questo concetto è stato trasportato al campo delle Scienze Sociali, designando la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà, o come direbbe Grotberg [1996] “ […]alla capacitá umana di affrontare le avversitá della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato” [1]. La resilienza non è solo una capacità connaturata all’essere umano, ma va saputa sviluppare in relaziona all’ambiente che contempla la famiglia, la rete amicale e parentale, e tutte le strutture educative e i vari professionisti della relazione d’aiuto. Ma vediamo alcune definizioni che sono state date di resilienza. Kreisler [1996] la definisce come la capacità che ha un soggetto di superare circostanze singolari di difficoltà, grazie alle sue qualità mentali e di adattamento [2]. Vanistendael [1996] come la capacità di riuscire in modo accettabile a dispetto di uno stress o di un’avversità che comportano, normalmente, il rischio grave di uno sbocco negativo [3]. Cyrulnik [2001] sostiene che la resilienza è la capacità di riuscire a vivere e svilupparsi positivamente a dispetto di un’avversità. Dunque non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma è sviluppare la capacitá di usare l´ esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro [4].

Essere resilienti significa non essere fragili (la cui radice è “fran-gere”=rompersi e “frag-mentum”=pezzo) ma essere vulnerabili, accusare il colpo e poi rialzarsi dopo che lo si è ricevuto.

I pionieri e applicatori di questo metodo (Boris Cyrulnik, Elena Malaguti, Froma Walsh, per citarne alcuni) usano l’immagine della “casita” (casetta) per descrivere il percorso di costruzione di una persona e di un ambiente resiliente:

• il suolo è costituito dalla soddisfazione dei bisogni fisici di base (cure del corpo, nutrizione, sonno, salute);

• le fondamenta richiedono accettazione incondizionata della persona, correzione dei comportamenti inadeguati e una buona rete di relazioni primarie (famiglie, amici, vicini);

• al piano terra si lavora alla scoperta del senso da dare alle proprie azioni;

• al primo piano c’è la ricerca della stima di sé, di attitudini e competenze, di senso dell’umorismo;

• nel solaio si vanno a cercare le nuove esperienze che è possibile fare perché siamo un poco più forti.

Fonte DA DAVIDE BARONE

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