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In tempi di crisi il latte è più che mai vitale


Nonostante qualcuno abbia ancora dei dubbi su cosa siano i fermenti lattici “vivi” – e per contrapposizione se esistano quelli “morti” o “moribondi” – il mercato dei derivati del latte in Italia non accusa i colpi della crisi dei consumi, che in questi anni tribolati, invece, ha dimezzato le vendite in molti settori merceologici. Le vendite sono addirittura aumentate nel 2010 e l’andamento del 2011 si è mantenuto costante, non si capisce dunque perché debba esserci un crollo nel 2012. A meno che non si abbatta sull’Italia un’epidemia di intolleranza al lattosio. Il latte fresco e lo Yogurt sono i prodotti biologici più venduti in Italia e, molto importante da sottolineare, i più esportati all’estero, anche se i costi di produzione alla base della filiera sono notevolmente aumentati. Le caratteristiche positive dei derivati del latte sono ben note: sono utili alla crescita durante l’infanzia, con l’alto contenuto di calcio; ma anche in età adulta il loro apporto non è da sottovalutare, sia dal punto di vista dell’apporto energetico che dei grassi saturi, utilissimi nella prevenzione di alcune patologie cardiovascolari, se assunti con moderazione s’intende. Il beneficio si ripercuote anche sul portafogli, infatti nonostante si sia detto che i costi di produzione sono aumentati, il rapporto prezzo/benefici per la salute è ancora molto favorevole. Il punto è ribaltare un luogo comune piuttosto diffuso: i latticini sono grassi e fanno male. Si tratta al contrario di alimenti estremamente preziosi, che andrebbero assunti con una certa regolarità nella nostra dieta. A differenza di molti prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati, latte e derivati hanno un forte obbligo di trasparenza sulle loro etichette, su di esse infatti devono essere riportati: la denominazione di vendita (che non è il nome commerciale del prodotto), il peso netto; l’elenco degli ingredienti (additivi compresi), la data di scadenza, il termine minimo di conservazione e la modalità di conservazione; tutto questo per merito (una volta tanto) delle leggi italiane, piuttosto restrittive in materia. Insomma, perché non riconsiderare l’utilizzo, per esempio, del burro nella cottura, anziché dell’olio, il quale portato ad alte temperature, potrebbe essere cancerogeno? Oppure utilizzare lo Yogurt, oltre che come difensore della nostra flora batterica intestinale, anche come ingrediente speciale per piatti elaborati di provenienza orientale.
Se volete saperne di più e rivedere il vostro rapporto con i derivati e magari, perché no, allargare i propri orizzonti di utilizzo tramite fantasiose ricette, clicca qui e scarica la guida completa.

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