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Che cos’è l’ansia? presenta vantaggi o svantaggi?

L’ansia è un effetto collaterale comune di tutte le sostanze che stimolano il sistema nervoso centrale, quali, ad esempio, la caffeina, le pillole per dimagrire, la cocaina, gli stimolanti, ecc., anche se l’effetto, in genere, è dose-dipendente, e cioè più se ne prende, maggiore è il rischio di ansia, anche se alcune persone particolarmente sensibili sviluppano ansia anche con bassi dosaggi, mentre le sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale, quali, ad esempio, alcool, tranquillanti, sonniferi, narcotici provocano, invece, ansia alla sospensione, come accade per gli attacchi di panico, inoltre vi sono poi anche altri farmaci, oltre ai summenzionati, come quelli utilizzati nel trattamento dell’asma, dell’ipertensione e della malattia di Parkinson che possono, a loro volta, scatenare crisi d’ansia.

Del resto, anche farmaci antidepressivi ed antipsicotici potrebbero provocare crisi d’ansia come effetto collaterale ed infatti, anche anche chi stà seguendo una cura per qualche patologia ed è sofferente d’ansia, dovrebbe rivolgersi al proprio medico o psicologo, per chiedere se i due disturbi sono collegati e, anzi, proprio in questi casi, è assolutamente controindicato sospendere la terapia, prima di averli consultati, in quanto potrebbero verificarsi gravi conseguenze a tutti i livelli. Altre condizioni che causano ansia sono i problemi cardiovascolari, l’ipertiroidismo, l’eccessiva secrezione di ormoni surrenali e paratiroidei ed è, infatti, molto spesso un errore piuttosto comune, quello di focalizzare soltanto l’attenzione sul trattamento dell’ansia, senza indagare la presenza di eventuali condizioni scatenanti di base, infatti spesso rientra nel quadro di un altro disturbo ad origine psichiatrica.

In tal senso, una famosa casa farmaceutica americana si è impegnata nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, appunto americana, in questo specifico caso, spiegando la necessità di consultare il proprio medico e psicologo, al fine di avere una terapia adeguata, nel caso in cui siano presenti i primi due criteri fondamentali per la diagnosi del disturbo d’ansia ed è stato volutamente tralasciato il terzo criterio, che è quello che prevede che la diagnosi del disturbo d’ansia generalizzato sia fatto ” per esclusione “, dopo aver indagato tutte le altre possibili cause, infatti, i vari disturbi d’ansia si classificano in base allo stimolo che provoca il sintomo e a come si manifesta, ad esempio, nell’attacco di panico, l’ansia è improvvisa, raggiunge il culmine in pochi minuti e si risolve in poche ore e, in certi casi, anche in altrettanti pochi minuti, mentre l’ansia delle fobie, ad esempio, è strettamente legata allo stimolo fobigeno, si scatena solo e soltanto, esclusivamente in sua presenza, soprattutto quando non c’è via d’uscita, in quanto, nel disturbo d’ansia generalizzato, l’ansia è una condizione cronica non legata ad uno stimolo specifico.

L’ansia presenta, comunque, in certi casi, vantaggi e svantaggi, perchè quando è lieve è un’ottima motivazione, ad esempio, a studiare per un esame, a presentare la dichiarazione dei redditi in tempo, a mettere da parte risparmi per il futuro, mentre le preoccupazioni per il disturbo d’ansia generalizzato, invece, a differenza di quelle normali, che sono utili a focalizzare l’attenzione ed a motivare il comportamento, sono eccessive, incontrollabili, fuori luogo, controproducenti ed interferiscono, notevolmente, con la capacità di affrontare con successo tutte le situazioni.

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