L’alopecia, il termine medico con cui si definisce la calvizie, stando all’enciclopedia online Wikipedia, deriva dal greco alópecs (in italiano volpe) per via della sua somiglianza con la perdita di pelo che contraddistingue questo piccolo canide nel periodo primaverile. Stando alla prima edizione italiana (2005) de Il Manuale Merck per la Salute, una delle più autorevoli guide mediche al mondo, “l’alopecia androgenetica è la forma più frequente di caduta dei capelli e colpisce circa la metà di tutti gli uomini (calvizie di tipo maschile) e il 10-20% delle donne (calvizie di tipo femminile)”. Per non generare inutili allarmismi occorre però fare dei distinguo. La caduta di 10-50 capelli al giorno (nel periodo autunnale si può arrivare anche al centinaio) è fisiologica nell’essere umano. I capelli, difatti, crescono (fase anagen, dai 2 ai 7 anni), riposano (fase catagen, 1 o 2 settimane) e vengono espulsi (telogen). Quindi, ogni giorno, parte della nostra capigliatura cade per essere sostituita da una nuova chioma. Un ciclo normalmente senza sosta. Tuttavia se il fenomeno della caduta si fa abbondante e qualcosa sembra aver spezzato il ciclo… …meglio sottoporsi ad una visita tricologica Un dermatologo esperto in tricologia, lo specialista cui rivolgerci per una visita tricologica, è infatti in grado di dirci, dopo colloqui ed analisi, se la perdita di capelli è determinata da fattori esterni (stress, malattie, cattiva alimentazione e così via) o se è ereditaria (l’alopecia androgenetica, appunto) e come intervenire per contrastare il fenomeno. Oggigiorno sono diversi soprattutto nelle grandi città come Milano o Roma i centri tricologici cui rivolgerci per prenotare una visita specialistica e valutare il proprio caso assieme ad esperti professionisti del settore, scegliendo poi il trattamento risolutivo per noi più adatto. Il trapianto di capelli L’autotrapianto di capelli è attualmente la tecnica chirurgica più diffusa al mondo per la cura della calvizie. Secondo il già citato Merck “le più recenti tecniche prevedono, ad ogni seduta, il trapianto di solo uno o due capelli” (ecco che si parla di trapianto di capelli monobulbare; ndr). E, “sebbene questa tecnica richieda più tempo, non necessita dell’asportazione di ampie parti di cute e fa sì che i capelli trapiantati siano orientati nella stessa direzione di quelli naturali”. Insomma, l’effetto sarà quello di una chioma naturale e armoniosa. Durata e costi dell’autotrapianto di capelli Difficile quantificare la durata dell’intervento ed i costi di un autotrapianto di capelli. Entrambi questi fattori sono strettamente connessi alla nostra condizione di partenza. In altre semplici parole: maggiore è l’estensione della calvizie (per quantificarla vengono impiegate le scale di Hamilton e Norwood), maggiori saranno la durata temporale dell’intervento (che potrà richiedere anche più sedute) ed i costi di copertura. Diciamo tuttavia che, sbirciando fra i prezziari online, i costi di partenza per questo tipo di intervento si aggirano intorno ai tremila euro e, fattore da non sottovalutare, alcuni centri tricologici permettono di rateizzare i pagamenti in più mesi. Per concludere, a differenza dei più economici trattamenti cutanei che rallentano o bloccano la caduta dei capelli (attenzione: diffidiamo di quei prodotti non autorizzati dalle istituzioni sanitarie che promettono miracolose ricrescite) con l’autotrapianto, a distanza di qualche mese dall’intervento, i capelli torneranno a crescere facendo scomparire le zone calve.
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