Gli esseri umani si sono sempre preoccupati di comprendere le origini del loro comportamento, il funzionamento del loro corpo, l’attività della mente e la natura delle loro relazioni con gli altri, in un certo senso, quindi, l’argomento studiato dalla psicologia è vecchio forse quanto l’umanità stessa, pur tuttavia, fino a tempi relativamente recenti, la maggior parte dei tentativi di raccogliere informazioni sul comportamento dell’uomo si è largamente fondata sulla speculazione e sull’osservazione empirica.
I pensatori hanno sollevato importanti problemi sui molteplici aspetti della natura umana, ai quali hanno tentato di rispondere con supposizioni razionali, buon senso o studio occasionale del proprio e dell’altrui comportamento ma, naturalmente, mentre talvolta questi approcci hanno dato dei suggerimenti illuminanti circa il comportamento e le caratteristiche dell’uomo, in molti altri casi questa speculazione ha portato solo a conclusioni incoerenti o, addirittura, contraddittorie.
Data la natura approssimativa e poco soddisfacente , quindi, di tali conoscenze, era abbastanza ovvio che presto o tardi a qualcuno sarebbe venuta l’idea di adottare i sistemi altamente efficienti delle scienze naturali, quali appunto la fisica e la chimica, per esempio, per chiarire i misteri dei sentimenti, del comportamento e del pensiero dell’essere umano, anche se, sfortunatamente, l’idea di studiare la psicologia con una metodologia scientifica si è affermata solo negli ultimi decenni del diciannovesimo secolo, per ragioni che riguardano essenzialmente il fatto per cui, prima di allora, per l’idea stessa di psicologia scientifica, i tempi non erano ancora maturi.
Fortunatamente questa situazione cominciò a mutare quasi radicalmente tra il 1860 e il 1880, quando molti filosofi si convinsero che tutti gli eventi riguardanti il comportamento e i processi mentali seguono leggi fondamentali e possono essere studiati con mezzi scientifici e, nello stesso tempo, i rapidi progressi della medicina e della fisiologia dovuti all’adozione del metodo scientifico fecero concludere che gli stessi risultati potevano essere ottenuti con tecniche adeguate per la comprensione del comportamento e, infatti, tali sviluppi resero l’ambiente intellettuale dell’epoca molto più favorevole all’idea di una scienza del comportamento e prepararono la strada ad una sua rapida affermazione.
Il concetto di psicologia scientifica cominciò ad ottenere un vasto consenso nella seconda metà del diciannovesimo secolo e, anche se è difficile riferirsi ad una data specifica per la nascita di questo nuovo campo di studio, poichè esso si affermò molto gradatamente, la maggior parte degli specialisti, tuttavia, si riferisce agli anni tra il 1860 e il 1880 come al periodo durante il quale la psicologia si affermò definitivamente come campo indipendente e l’inizio di questo periodo fu segnato dalla pubblicazione di uno dei primi importanti trattati di psicologia e cioè gli Elementi di Psicofisica di Gustav Fechner e la fine fu segnata dalla nascita del primo laboratorio completamente adibito alla ricerca psicologica fondato a Lipsia in Germania nel 1879 da Wilhelm Wundt, che gli fruttò il nome di ” padre della sperimentazione psicologica “.
Questi cenni di storia, determinanti per poter comprendere un pò meglio le origini della psicologia e, conseguentemente, il cammino e la formazione degli psicologi, sono regolarmente aggiornati ed arricchiti sul mio sito psicologo milano, che raccoglie le mie iniziative, oltre che le caratteristiche particolari del mio intervento terapeutico e, a tal proposito, vorrei proseguire la chiacchierata poc’anzi iniziata, approfondendo il concetto di personalità, anch’esso non mai molto ben conosciuto e divulgato, ma essenziale nella comprensione dell’attività psicoterapeutica, infatti, una delle caratteristiche più evidenti degli esseri umani è la loro enorme diversità e ognuno di noi conosce gente cordiale e ostile, gentile e chiassosa, persone aperte e disponibili ed altre grette e false.
Quando arriviamo a conoscere abbastanza bene qualcuno siamo portati a catalogarlo secondo queste caratteristiche, che si integrano, in qualche modo, tra loro e rendono unico quell’individuo, ma molto spesso, invece, il termine personalità fà pensare alle qualità positive di una persona che è estroversa, interessante, energica e l’anima di una festa, infatti il termine viene spesso usato anche per indicare qualcuno che emerge sulla massa, come un attore o un uomo politico, che è una personalità che fà notizia.
Per gli psicologi, al contrario, la personalità di un individuo non è bella o brutta, vivace o noiosa, interessante o banale, ma piuttosto è la descrizione delle caratteristiche del suo comportamento, perchè, nell’ambito della psicologia scientifica, oltre che fare delle semplici, anche se pur utilissime descrizioni, è necessario ed importantissimo spiegare perchè gli individui si differenziano e in che modo i vari pezzetti del mosaico si incastrano come aspetti di un essere umano completo, effettivamente funzionante.
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