Gli interventi di chirurgia plastica volti a migliorare l’aspetto dei glutei sono – insieme a quelli di insieme a quelli di rinoplastica e mastoplastica – tra i più richiesti.
Se si desidera aumentare il volume ed arrotondare la forma dei glutei piatti, la gluteoplastica è un intervento in grado di dare ottimi risultati. Dal momento che non esiste un’unica soluzione definitiva per tutti i casi, però, è importantissima una accurata valutazione clinica ed una conseguente attenta programmazione che consideri le diverse alternative e le possibili complicanze.
Le tre tecniche utilizzabili per ingrandire i glutei sono:
1. gluteoplastica con microinnesti di grasso autologo prelevato dal paziente stesso (lipofilling, o più propriamente lipostruttura). 2. gluteoplastica con protesi di silicone. 3. gluteoplastica con acido jaluronico.
Le caratteristiche fisiche del paziente, nella maggior parte dei casi, condizionano la scelta tra i due tipi di interventi.
La tecnica più semplice che comunque dia un risultato permanente, meno indaginosa e correlata ad un minor numero di possibili complicanze è la gluteoplastica con microinnesti di grasso autologo (lipofilling, o più propriamente lipostruttura). Questa prevede l’aspirazione di grasso mediante una cannula da liposuzione, la decantazione e la purificazione di questo e il suo successivo reimpianto nel sottocutaneo o nella massa muscolare delle zone da ingrandire. Se l’intervento è ben eseguito la percentuale di attecchimento del grasso è tra il 75 e il 90 %. E’ importante infatti non reinnestare il grasso in un unico bolo per evitare che vada incontro a necrosi per la scarsa vascolarizzazione, bensì realizzare molteplici piccoli tunnel vicini tra loro in modo da garantirne l’attecchimento. Può infatti costituire una complicanza legata a questo tipo di intervento il riassorbimento massivo del grasso innestato con conseguente mancato riempimento. Altra rara ma possibile complicanza è l’infezione del grasso, specie quando questo viene inserito in bolo nel sottocute o troppo superficialmente. In quest’ ultimo caso si possono creare anche inestetiche irregolarità cutanee visibili. L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale o generale, ha una durata di circa 2-3 ore. Al termine dell’intervento è utile indossare una guaina elastica compressiva per 4-6 settimane. Per le prime due settimane è necessario evitare di dormire in posizione supina, mentre è normalmente possibile sedersi a partire dal secondo giorno postoperatorio. L’attività sportiva può essere ripresa dopo almeno un mese dall’intervento. L’indicazione a questo tipo di intervento purtroppo è correlata alla disponibilità di grasso in eccesso in altre sedi corporee, e la maggior parte dei pazienti che richiede di aumentare il volume dei glutei di solito ha ridotte disponibilità di grasso in eccesso, limitando fortemente l’utilizzo di questa tecnica sicura ed efficace, che avrebbe altrimenti ben più ampia diffusione. La quantità di grasso da impiantare per un ingrandimento soddisfacente infatti varia tra i 200 e i 600 cc. per gluteo, e poiché la quantità utile è circa il 50% di quella prelevata mediante liposuzione, c’è la necessità di aspirare un volume totale di circa 800-2400 cc di grasso dalle sedi di donazione, cosa spesso impossibile in pazienti magri.
I pazienti troppo magri che non dispongono di una quantità sufficiente di grasso da poter prelevare hanno come unica possibilità la gluteoplastica con protesi di silicone, purché abbiano i muscoli glutei ben tonici e la pelle spessa ed elastica. Vengono utilizzate delle protesi in silicone, specifiche per l’uso gluteo e più robuste delle normali protesi mammarie utilizzate per gli interventi di mastoplastica. Nella maggior parte dei casi le protesi glutee sono riempite in gel di silicone ad alta coesività, mentre più raramente (meno del 25% dei casi), si ricorre a protesi solide, in elastomero di silicone. Le protesi vengono inserite nella parte alta della regione glutea, in modo da non interferire con la posizione seduta, normalmente attraverso un’unica incisione verticale di 6-7 cm, posta nella parte superiore del solco intergluteo. Incisioni meno utilizzate sono poste nei solchi alla base dei glutei, oppure in alto, al limite superiore del gluteo. La posizione delle protesi può essere sottofasciale, intramuscolare, o, più raramente, sottomuscolare. Nel posizionamento sottofasciale la protesi si trova al di sopra del muscolo grande gluteo, ed è ricoperta solo dalla fascia di quest’ultimo. La sede intramuscolare, forse la più usata al momento, prevede che la protesi sia collocata tra le fibre del muscolo, mentre il posizionamento sottomuscolare prevede che la protesi sia completamente al di sotto del muscolo. L’intervento si esegue in anestesia generale ed ha una durata di circa un’ora. Sono inseriti dei drenaggi, necessari per evitare che si formino ematomi o seromi che vengono rimossi dopo 5-7 giorni. Al termine dell’intervento viene applicata una medicazione compressiva da mantenere per 7 giorni. Il rischio di complicanze correlate alla gluteoplastica con protesi di silicone è il 10% su base statistica, sensibilmente più alto rispetto alla maggioranza degli interventi di chirurgia estetica. Le complicanze più frequenti sono il seroma (4% dei casi), l’asimmetria (circa 3% dei casi), la contrattura capsulare periprotesica (2% dei casi) e la rottura della protesi (meno dell’ 1% dei casi). Sono da menzionare inoltre la deiscenza di sutura e l’estrusione delle protesi,
Le iniezioni intramuscolari sui glutei sono assolutamente da evitare a causa del rischio di rottura della protesi stessa. Un limite della gluteoplastica con protesi di silicone è che è possibile correggere solo la metà superiore del gluteo e il volume massimo delle protesi è di circa 400 cc.
Una valida alternativa, solo da qualche mese possibile, è la gluteoplastica con acido ialuronico, un acido jaluronico che in quanto filler riassorbibile ha una durata di circa 2 anni. La Q-Med, azienda leader nella produzione di fillers a base di acido jaluronico, ha infatti di recente introdotto sul mercato MACROLANE, filler per il rimodellamento corporeo. Il grosso vantaggio di questo tipo di trattamento è che è relativamente semplice da eseguire, è necessaria solo l’anestesia locale, si può correggere qualsiasi difetto del gluteo presente in qualsiasi quadrante purchè ci sia una copertura cutanea di circa 2 cm, la quantità di prodotto da utilizzare è pressoché illimitata anche se generalmente per una buona correzione sono sufficienti 200- 300 cc. Candidati ideali a questo tipo di trattamento sono i pazienti molto magri che non hanno a disposizione quantità di grasso sufficiente per il lipofilling e che non vogliono le protesi di silicone. Unico vero limite è il riassorbimento graduale dell’acido jaluronico che presuppone quindi un successivo trattamento ogni 2 anni se il paziente vuole mantenere il risultato estetico.
Tags: chirurgia estetica, chirurgia plastica, mastoplastica, rinoplastica
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