Introduzione La gravidanza rappresenta per ogni donna un evento davvero speciale. Un essere umano si sviluppa e cresce attraverso un altro essere umano per poi nascere! Diventare madre, di conseguenza, è un’esperienza emozionale, fisica e mentale, incredibilmente forte. Ma il percorso alla maternità è irto di ostacoli e ciascuna donna non deve lasciare nulla di intentato per garantire la salute del proprio piccolo, oltre che la propria, naturalmente. La medicina odierna mette a disposizione a tale scopo decine di test diagnostici per controllare l’andamento della gravidanza, e uno di questi è costituito dall’amniocentesi. L’amniocentesi è un esame clinico che comporta il prelievo mediante una siringa di una piccola quantità di liquido amniotico. Di solito si esegue tra la quindicesima e la diciannovesima settimana, ma il periodo migliore è costituito dalle tre settimane centrali del periodo indicato.ScopoL’amniocentesi serve per individuare eventuali anomalie e problemi fetali: possono infatti essere rilevate patologie e sindromi legate al codice genetico attraverso l’analisi del DNA (sindrome di Down, fibrosi cistica, sindrome di Turner, sordità e via discorrendo) oppure malattie come per esempio la spina bifida e la toxoplasmosi attraverso l’analisi chimico-microbiologica della composizione del liquido amniotico. E’ talvolta utilizzata per stabilire la paternità del nascituro.Modalità di esecuzionePer potere eseguire l’amniocentesi bisogna prima fare un’ecografia per determinare la posizione del feto e stabilirne l’età esatta, la sede della placenta e la quantità di liquido amiotico. Successivamente si inserisce l’ago che deve raggiungere il sacco amniotico, attraversando la parete dell’addome della donna, evitando accuratamente il feto. L’ago ha una punta affilata e viene collegato ad una siringa che preleva circa 20 ml di liquido amiotico che viene depositato in provette idonee per l’analisi biochimica. Questo tipo di esame di solito non richiede anestesia, se non in casi di eccessiva ansia, e dura all’incirca una ventina di minuti.Quando eseguire l’esameE’ consigliabile effettuare l’amniocentesi nei seguenti casi:in presenza di malformazione visibile con un’ecografia;quando il rischio per la trisomia 21 misurato con altre analisi è superiore ad 1 su 250;quando l’età della madre supera i 38 anni,per aumentato rischio di sviluppo di anomalie genetiche;e in generale ogni qualvolta si sospetti un’anomalia genetica o un’infezione in corso pericolosa per la sopravvivenza del feto.RischiLe complicanze più frequenti sono l’aborto (da 1 su 100 a 1 su 500, a seconda del centro diagnostico) e la rottura del sacco amniotico. La possibilità di amniotite (infezione del liquido amniotico dovuto al trasporto di batteri attraverso l’ago che, giocoforza, prima di arrivare in sede deve attraversare sedi non sterili come la cute) è segnalata relativamente spesso in letteratura; la complicanza più temibile risulta tuttavia la rottura delle membrane, che comporta al 30% un aborto ed è comunque causa di ulteriori complicanze.Per approfondimento su questo e altri argomenti sulla salute e sul benessere è possibile consultare il sito guidamedicina.it, la guida alla salute.
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