Il segreto delle proteine adesive della malaria grave E’ una proteina adesiva PfEMP1 la responsabile dei casi gravi di malaria, prodotta dal Plasmodium falciparum
Si deve al lavoro coordinato del Biomedical Research Institute di Seattle, dell’Università di Copenhagen e dell’Università di Edimburgo, la spiegazione di come le proteine adesive prodotte dal parassita della malaria, causino la gravità riscontrata della malattia.
“La malaria è una malattia infettiva causata da un parassita chiamato Plasmodio. La malaria si trasmette esclusivamente attraverso le punture di zanzare infette (solamente il tipo Anopheles che non è presente in Italia). Queste zanzare sono presenti in Africa, in America Centrale e del Sud ed in Asia. Nel corpo umano i parassiti della malaria si moltiplicano nel fegato e quindi dopo una incubazione variabile infettano globuli rossi. Febbre, mal di testa, tensione di muscoli nucali, brividi e sudorazione, talvolta nausea, vomito e diarrea, sono i sintomi che possono essere presenti ma che possono anche alternarsi. Compaiono solitamente tra i 10 ei 15 giorni dopo la puntura di zanzara. Se non trattata con i farmaci appropriati, la malaria può diventare rapidamente pericolosa per la vita interrompendo l’afflusso di sangue agli organi vitali. In molte parti del mondo, i parassiti hanno sviluppato una resistenza ad una serie di farmaci specifici. Interventi importanti per controllare la malaria includono: il trattamento rapido ed efficace della malattia con terapie a base di artemisinina combinata con altri farmaci, l’uso di zanzariere trattate con insetticidi, l’utilizzo di insetticidi e repellenti per il controllo delle zanzare.” Dalla scheda malattia della Malaria sul sito www.cesmet.com, sito ufficiale del Centro di prevenzione e cura delle malattie tropicali a Roma.
Grazie anche al parziale finanziamento dello studio, da parte dell’Unione europea, si è potuto procedere e pubblicarne i risultati sulla rivista on-line PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences). Prevenzione e cura della Malaria presso il MET – centro di prevenzione e cura delle malattie tropicali per chi viaggia in paesi a rischio La causa della malaria è un parassita, il Plasmodium falciparum, trasportato dalle zanzare. Il parassita rimane nel fegato umano per un periodo breve, per poi contagiare i globuli rossi immettendosi nel flusso sanguigno, iniziando la produzione della proteina PfEMP1.
Questa proteina si legherà successivamente ai recettori di altre cellule ematiche e delle pareti dei vasi sanguigni. La funzione che assumono le proteine è quasi da collante fra cellule. Le cellule si “incollano” quindi fra loro ed alle pareti dei vasi. L’unione di un elevato numero di vasi sanguigni fra loro, è la causa dei casi gravi di malaria, ostruendo il flusso di sangue verso i principali organi umani, quali il cervello ed i polmoni.Anemia, encefalopatia e disturbi respiratori sono i gravi sintomi prodotti dall’aggravarsi della malattia. Di particolare importanza è il responso sulla percentuale di sviluppo della forma grave della malaria che, secondo chi ha condotto la ricerca, il Prof. M. Wahlgren del Karolinska Inst. Il 10% dei pazienti a rischio malaria, sviluppa la forma grave della malattia e, dato ancor più inquietante, nei bambini molto piccoli, questa percentuale aumenta. Uno studio durato 15 anni, ma la scoperta di questa famiglia di geni è un grande passo avanti. Questa scoperta muove una speranza di arrivare presto ad uno sviluppo della cura della malaria.
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