No Banner to display

Article Marketing

article marketing & press release

Onicofagia: la verità su come combatterla

Da quando ho smesso di mangiarmi le unghie, intraprendendo un percorso ben costruito, mi sono accorto che i metodi tradizionali per sconfiggere l’onicofagia sono inutili. Gli smalti, la ricostruzione delle unghie onicofagiche, l’uso di guanti, le fasciature e via dicendo, niente mi è mai servito a qualcosa.

Poi però ce l’ho fatta ed è per questo che ho creato un blog su come combattere l’onicofagia (onicofagia.it). Come per parecchie cose, non esiste un trucco per smettere di mangiarsi le unghie, non è che un giorno ti alzi e riesci a smettere di colpo senza problemi.

Come già accennavo prima, chi soffre di onicofagia ne esce soltanto tramite un percorso. Un percorso fatto di ostacoli e sacrifici nel quale il fattore determinante è la tua forza di volontà. Ti suona banale? Non è così. Se ti manca la forza di volontà e non userai la tua mente come si deve non ce la farai.

Ti faccio un esempio. L’onicofagia diventa un’abitudine, dopo che ti mangi le unghie per anni. Lo diventa così prepotentemente che, per natura, il movimento di portarti le unghie alla bocca sarà così meccanico in te che nemmeno te ne accorgerai (prova a pensarci, sicuramente è così anche per te).

Ed è qui che subentra un grosso problema per un onicofago che decide di smettere. Non essendo preparato/a a sufficienza, quando si ritroverà le unghie in bocca senza accorgersene, il morale andrà in mille pezzi e i tanti bei sogni di gloria svaniranno per far posto alla credenza che non è possibile smettere. Risultato? L’onicofago tornerà a mangiarsi le unghie e nulla sarà mai cambiato.

Pensa, invece, se quell’onicofago fosse stato preparato e avesse saputo che ritrovarsi un’unghia in bocca senza accorgersene è normale e non basta fare altro che togliere la mano e continuare con il proprio percorso. Sai quante volte mi è capitata una scena del genere durante il mio percorso? Tante volte, anche due o tre volte al giorno.

E dopo tutto questo discorso, torno al discorso che avevo aperto all’inizio per chi ancora crede ai metodi tradizionali. In questo post non ho fatto altro che raccontare ciò che succede davvero a chi soffre di questo disturbo, ti sembra che lo smaltino c’entri qualcosa?

Lo sai cosa facevo io con lo smalto dal sapore amaro e quant’altro? Oltre a vergognarmi perché sono maschio e avevo tutte le unghie lucide, quando la voglia mi assaliva non facevo altro che non respirare e mi strappavo la patina di smalto con i denti. Ripulivo l’unghia ed ero pronto a tornare in pista. Semplice no?

E non sono io a dirlo, ma so di altre persone che hanno fatto lo stesso. Ho parenti che si mangiavano le unghie e hanno fatto la stessa cosa per non parlare della ricostruzione delle unghie onicofagiche.

In pratica, so di persone che si sono letteralmente strappate il materiale applicato sulle unghie perché la voglia di mangiarsele aveva superato il problema di aver speso oltre 50 euro.

Quindi, il grosso consiglio che una persona onesta può dare in questo ambito è: forza di volontà e uso corretto della propria mente. Questo prima di tutto. Legato, poi, tutto ciò ad una conoscenza generale dell’onicofagia per affrontarla in maniera seria.

Leave A Comment

Your email address will not be published.

Article Marketing