Una sperimentazione clinica evidenzia i benefici della pet therapy in pazienti adulti affetti da tumore sottoposti a terapie complesse con radioterapia e chemioterapia I risultati di uno studio pubblicati sul Journal of Community and Supportive Oncology indicano per la prima volta un miglioramento nel benessere emotivo e nella qualità della vita Lo studio condotto presso il centro medico Mount Sinai Beth Israel (New York) con il patrocinio della fondazione The Good Dog, di Zoetis e della fondazione Pfizer Parigi, Francia. – 30 gennaio 2015 — Migliora il benessere emotivo di alcuni pazienti affetti da tumore. E’ la pet therapy, basata sull’utilizzo dei cani, e a stabilirlo sono i risultati di uno studio clinico che per la prima volta ha documentato i benefici offerti dalla pet therapy e pubblicato questa settimana sul Journal of Community and Supportive Oncology. La ricerca, condotta da un’equipe di ricercatori presso il centro medico Mount Sinai Beth Israel (New York) e patrocinata dalla fondazione The Good Dog, fondazione leader nella preparazione di squadre di cani a scopo terapeutico certificati ed addestrati professionalmente, da Zoetis, azienda leader nel settore della salute animale e dalla fondazione Pfizer, ha evidenziato come i pazienti affetti da tumore dell’apparato gastrointestinale, alla testa o al collo sottoposti a trattamenti multimodali con chemioterapia e radioterapia concomitanti, hanno evidenziato un miglioramento dello stato di benessere emotivo e della qualità della vita quando ricevevano regolare visita da parte di cani addestrati per questo scopo nel corso del trattamento. Il miglioramento dello stato di benessere emotivo, è ancora più significativo, perché è stato registrato anche nei casi in cui i pazienti mostravano un peggioramento sia del benessere fisico che di quello funzionale. “La visita supportata con la presenza di animali ha migliorato sensibilmente la qualità della vita e ‘umanizzato’ un trattamento ad alto contenuto tecnologico”, ha dichiarat il dott. Stewart B. Fleishman, ricercatore principale, nonché direttore e fondatore dell’unità Cancer Supportive Services presso il centro medico Mount Sinai Beth Israel. “I pazienti hanno affermato che, se non fosse stato per la presenza del cane avrebbero abbandonato prematuramente la terapia” Un ruolo emergente per la terapia assistita con animali “Oggi esistono sempre più elementi che confermano come, sia nella medicina veterinaria che in quella umana, il legame affettivo tra uomo e animale da compagnia possa avere un impatto positivo sul benessere psicofisico del paziente”, spiega J. Michael McFarland, veterinario accreditato, iscritto all’Ordine dei Medici veterinari professionisti degli Stati Uniti (DABVP) e direttore della Divisione Animali da compagnia del gruppo Zoetis. “Questi nuovi risultati ci suggeriscono nuove strade per la collaborazione tra la comunità oncologica e quella della salute animale per aiutare i malati di tumore a migliorare il più possibile i risultati terapeutici”. (Rachel McPherson, direttore esecutivo e fondatore di The Good Dog Foundation, ha aggiunto: “I risultati preliminari di questo studio ci danno grande entusiasmo in quanto costituiscono una evidenza scientifica di ciò che The Good Dog Foundation osserva da più di sedici anni, vale a dire che cani opportunamente addestrati hanno capacità terapeutiche decisive in grado di migliorare l’esperienza dei pazienti malati di tumore durante il percorso terapeutico”.) Dettagli dello studio Lo studio ha valutato l’impatto delle visite assistite con animali appositamente addestrati sulla qualità della vita di pazienti affetti da tumore al cervello, al collo e all’apparato gastrointestinale soggetti a terapie multimodali mediante uno strumento convalidato e affidabile per la misurazione della qualità della vita normalmente utilizzato nelle sperimentazioni cliniche. Alla sperimentazione hanno partecipato 42 pazienti adulti, di cui 37 (25 maschi e 12 femmine) hanno completato lo studio di sei settimane, durante le quali hanno ricevuto una visita assistita con animali della durata di 15-20 minuti. I pazienti erano affetti da forme aggressive di tumore al collo o al cervello e hanno scelto una terapia combinata di radioterapia e chemioterapia in previsione di un trattamento chirurgico meno invasivo rispetto a quanto altrimenti previsto. La maggior parte dei pazienti si è sottoposta ai 30 trattamenti di radioterapia presso il centro medico Mount Sinai Beth Israel in aggiunta al ciclo programmato di chemioterapia. I pazienti mostravano segni di notevole affaticamento e paura e avevano perso peso essenziale per poter mantenere la forza necessaria. Molti erano alimentati artificialmente, presentavano notevoli quantità di muco in bocca e nella gola e avevano momentaneamente perso il senso del gusto e dell’olfatto. Le valutazioni, comprensive del test generico FACT-G, sono state realizzate in occasione della visita iniziale, nel corso della 3a settimana e al termine del trattamento (7a settimana). La misurazione del grado di soddisfazione del programma di visita assistita con animali (Assisted Animal Visit o AAV) intendeva valutare la capacità di sopportazione del trattamento, gli effetti prolungati di AAV anche dopo la conclusione della terapia e la percezione del sostegno a livello sociale. I 37 pazienti hanno completato almeno la valutazione iniziale e una valutazione di follow-up per l’analisi delle variazioni nel tempo di un singolo gruppo. I pazienti hanno evidenziato cali significativi e marcati tanto del benessere fisico (complessivamente, p < 0,001) come di quello funzionale (complessivamente, p = 0,003). Ci si attendeva un calo analogo anche nello stato di benessere emotivo nel corso del tempo, quale effetto secondario cumulativo della terapia. Invece, lo stato di benessere sociale ha mostrato un miglioramento (complessivamente, p = 0,03; p al basale vs. settimana 3 = 0,02; basale vs. settimana 7, p = 0,04). I risultati medi relativi al benessere emotivo mostravano altresì contenuti miglioramenti nel corso del tempo, che tuttavia perdevano di significato analizzando il tempo di per sé. Esaminando i cali del benessere fisico in corrispondenza di ogni punto di rilevazione, gli incrementi del benessere emotivo risultavano tanto statisticamente significativi (complessivamente, p = 0,004) quanto clinicamente rilevanti.
Tags: benessere animale, pet therapy, salute animale, zoetis
Roma, 9 ottobre – A seguito del ricorso della Ici,…
Consulta: la quarantena obbligatoria per il Covid non vìola la…
Tamponi covid, i no vax sempre più aggressivi contro le…
Your email address will not be published.
Δ