L’affezione più comune che interessa le vie lacrimali è l’ostruzione congenita o acquisita che colpisce pazienti di qualsiasi età, dalla nascita all’età avanzata, ed è il risultato di un’ampia varietà di cause: idiopatiche, infettive, infiammatorie, traumatiche e neoplastiche.
La prima manifestazione clinica dell’ostruzione delle vie lacrimali è l’epifora cioè lo scolo di lacrime al di fuori del sacco congiuntivale. L’epifora comporta di conseguenza una lacrimazione continua e fastidiosa che provoca disagio soprattutto ai pazienti che svolgono attività lavorative di concentrazione. All’epifora può seguire una tumefazione dovuta all’infiammazione del sacco lacrimale. La situazione si può complicare ed arrivare a forme di dacriocistite (infiammazione della ghiandola) di tipo acuto o cronico ed evolvere anche in flemmone del sacco lacrimale. L’oculista ha a disposizione per risolvere il problema dell’ostruzione (stenosi) che può essere completa o incompleta. Se la stenosi è completa il puntino (punctum) lacrimale non è più evidente: bisogna quindi cercarlo al microscopio operatorio e creare una piccola apertura sull’ampolla per poi dilatarla assicurandosi di non aver creato una falsa via.
Se la stenosi è incompleta e il puntino stretto è visibile, si utilizza subito un dilatatore conico per evidenziarlo meglio.
In caso di ectropion, cioè nell’eversione più o meno completa della palpebra superiore o inferiore le tecniche chirurgiche sono diverse e variano a seconda della complessità del quadro clinico.
Tags: ghiandole lacrimali, oculoplasta, ostruzione acquisita, ostruzione congenita, patologie occhi, problemi occhi
Roma, 9 ottobre – A seguito del ricorso della Ici,…
Consulta: la quarantena obbligatoria per il Covid non vìola la…
Tamponi covid, i no vax sempre più aggressivi contro le…
Your email address will not be published.
Δ