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Abuso dei corsi Formatemp per i precari, alla COMDATA spa di Torino

Nessuno è tanto vecchio da non credere di poter vivere ancora un anno.”Cicerone.
Quando ho ricevuto la telefonata di convocazione per il colloquio introduttivo all’agenzia interinale Manpower, stavo bevendo il mio caffè che è anche il mio pranzo quotidiano, al bar del Circolo dei lettori di Torino, servito dalla barista di colore che è bellissima e mi piace guardare mentre danza leggiadra da un tavolo all’altro. Avevo mandato una email per partecipare alle selezioni per un incarico in bound presso un telemarketing che cercava personale esperto. Se fossi stato scelto avrei potuto finalmente portare a due l’unico pasto, che in genere consumo in orario serale. Per fortuna ho preso l’abitudine di cialtroneggiare in giacca e cravatta in attesa di una convocazione che finalmente era arrivata e che si sarebbe realizzata nell’immediato pomeriggio. L’agenzia Manpower vicino all’Ospedale Mauriziano è una gigantesca vetrata dove la quarta parete cessa di esistere come nel teatro di Pirandello. Passata la porta a vetri a scorrimento automatico, sono stato ricevuto da una delle tante dottoresse fotocopia che animano questi luoghi. Una delle vestali mi costrinse ad un terminale per redigere un curriculum on line in cui avrei dovuto raccontare tutta la mia vita lavorativa e sistemare in ogni dettataglio nelle apposite caselline, tutte le esperienza vissute citando anche nomi dei superiori e numeri di telefono personali. Un’impresa ciclopica così mi limitai alle ultime esperienze documentate certo che il nero non fosse di loro interesse. Al colloquio la ragazza, molto professionale, mi fissò un incontro con i dirigenti Comdata per il giorno successivo, dopo avermi assicurato che l’età non era importante e che i selezionatori erano interessati a valutarmi. Quasi inciampaì nella sedia rischiando di strapparmi una tasca dell’unica giacca buona e mi apprestai a passare una notte in bianco in attesa dell’appuntamento per il mattino seguente. La legge vieta espressamente discriminazioni per età, sesso e religione ma le Agenzie interinali che sono mantenute dalle Aziende, fanno quello che vuole il loro padrone e tendenzialmente ti escludono. Il giorno successivo dopo una notte trascorsa nel lavoro di correzione di bozze che mi rende a ritenuta i soldi dell’affitto, mi sono buttato nella vasca piena di acqua gelida per garantire un sicuro risveglio alle mie sinapsi. Scelsi la giacca estiva perchè sicuramente la traspirazione sarebbe stata eccessiva ed indossaì la mia cravatta anni settanta, resa famosa da Paul Newman nel film Detective’s Story, per dare formalità e colore all’incontro. Sulla Comdata avevo letto in Internet il Dossier in cui si definisce leader nel Business Process Outsourcing, integrando consulenza, servizi, prodotti, strutture operative e fornendo soluzioni complete che rendono i processi aziendali efficienti e variabili nei costi. Si occupa di customer care, servizi documentali, contact center (telemarketing e teleselling), help desk tecnico, sistemi ict (servizi informatici e di telecomunicazioni), servizi datacenter (hosting, housing), soluzioni integrate per processi crm ed amministrativi. In rete ci sono anche delle testimonianze che riguardano i suoi conflitti sociali e sindacali con i dipendenti ed ho trovato interessante il documento intitolato “Le palle di Comdata cominciano a sgonfiarsi” in cui viene esaltato il successo dello sciopero nelle sedi di La Spezia, Torino ed Ivrea, che era stato indetto contro gli esuberi di circa 1500 dipendenti e che vedeva la partecipazione alla manifestazione anche dei precari che costituiscono il 60% della forza lavoro della sede di Torino. Il colloquio era infatti in questa sede di via Carlo Alberto. All’ingresso dagli spazi ristretti ed angusti, alberga una signora sessantenne che alle funzioni di portinaia espleta anche il servizio di cerbero addetto alla vigilanza e mi ha pregato di aspettare in piedi per ben quindici minuti, in attesa che l’ascensore vomitasse il concorrente precedente e questo sotto l’occhio vigile della telecamera che fornisce un rapporto sugli ingressi. Alla discesa dell’elevatore venni invitato previa consegna del documento, a salire al primo piano dove ci sono le batterie dei call center. Naturalmente ero nervoso così sfruttai i bagni per lasciare nell’acqua dello scarico tutta la mia agitazione. In fondo al corridoio affiancato dalle postazioni telefoniche, c’è lo spazio dell’amministrazione e “l‘acquario” dove si effettuano i colloqui. Alcune sedie vuote testimoniavano il fatto che l’attesa in piedi alla guardiola della sorvegliante era stata un inutile disagio. Seduti c’erano una signora di cinquantanni dai finti capelli biondi, ed un ragazzo fuori forma visibilmente a disagio. I colloqui erano in ritardo di mezz’ora e nell’attesa guardaì lo svolgersi di un turno. Le operaie del telefono erano tutte molto concentrate ed efficenti e nessuna sembrava intrattenersi in amene conversazioni. Ogni tanto un team leader da una struttura elevata si alzava e si recava ad una postazione, per sbloccare un applicativo che aveva interrotto una conversazione con un cliente. Due signore sulla trentina davanti alla macchinetta del caffè si stavano lamentando dei turni e dello straordinario non richiesto ma che veniva deciso coattivamente dalla direzione. La signora bionda uscì dal colloquio visibilmente a disagio, aveva anche perso il tesserino da visitatore che le avrebbe consentito di riottenere la sua identità e fu sollevata quando lo raccolsi con un sorriso, consentendogli di uscire con esagerata sollecitudine. Quando toccò il mio turno la ragazza che mi avrebbe analizzato mi fece con un brusco cenno, il gesto di attendere perchè lei ed il suo collega sarebbero andati in pausa. Tornaì a sedermi convinto che il colloquio era in realtà già iniziato e mi misi a conversare con il giovane fuori forma ormai in chiaro stato confusionale. Aveva lavorato per una società di comunicazioni e l’agenzia interinale aveva deciso di inviarlo a quel colloquio senza preavviso, per sostituire un collega che non si era presentato. Finalmente mi venne fatto cenno di entrare e mi venne chiesto un duplicato del curriculum che avevo fortunatamente portato dietro e che feci uscire dalla borsa come una colomba da un cilindro pensando che l’agenzia interinale avrebbe dovuto trasmettere via email la copia che avevo inviato in pdf. Al fianco della giovane dottoressa dal piglio aggressivo ed arrogante un signore di quarantacinque anni senza cravatta e senza giacca che cercava vanamente di sembrare il non più giovane coetaneo della collega, nonostante la criniera di capelli bianchi. Cercarono in tutti i modi di mettermi a disagio indagando sul mio passato lavorativo la ragione per cui non ero ancora riuscito ad ottenere un contratto stabile. Il motivo era abbastanza chiaro: non venivo chiamato per lavorare ed inserirmi nella realtà aziendale e diventare un loro futuro collega con mansioni direttive. Dovevo semplicemente tappare dei buchi nei momenti di maggior picco lavorativo e poi sparire alla scadenza dei contratti. La ragazza era infastidita dal fatto che rispondevo a tono alle loro domande conversando amabilmente e che non mostravo il disagio dovuto e la sudditanza psicologica come avevano fatto le vittime precedenti, ma forse tutto il mio timore e la mia ansia erano semplicemente spariti nello scarico del bagno. Mi fecero la proposta di partecipare ad un corso formativo che si sarebbe tenuto per conto della commessa Eni Energia in via Carlo Alberto. Sarebbe durato tre settimane con il modulo Formatemp sponsorizzato dalle società interinali, che consente al lavoratore di ottenere gratis la formazione ma senza percepire alcun compenso o i buoni pasto. Al termine di questo processo selettivo che avrebbe coinvolto una quindicina di persone, sarei stato impiegato per un mese dalla Manpower con un contratto part time con turni di 6 ore senza poter definire quali, ma dovendo garantire una disponibilità di 24 ore su 24 sabato e domenica compresi gli straordinari. In pratica la Comdata non mi avrebbe mai assunto, il corso non mi avrebbe garantito una certificazione da poter utilizzare in un’altro contesto e sicuramente sarei stato usato nel periodo delle vacanze natalizie per poi venire scaricato in futuro. L’esperienza precedente con altre agenzie interinali mi portò a rifiutare la loro proposta. Se avete una certa età è inutile che continuiate a provare ad inserirvi nel tessuto lavorativo perchè nessuno veramente vi vuole. Non siamo più belli ed esteticamente ammissibili in un gruppo e stoniamo nella folla di giovani rampanti laureati disponibili a turni di lavoro che regolano anche la loro vita privata. Accettate invece la proposta di alcune società del Web che vi chiederanno umilmente di sparire dopo avervi formato, consentendovi di lavorare dal vostro domicilio. Questo vi permetterà di operare su una piattaforma multimediale come autonomi, evitando di disturbare con la vostra matura presenza, il futuro dei giovani dirigenti che gestiranno il nostro Paese. Rainbow7

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