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I grandi uomini dell’orologeria: Abraham-Louis Perrelet

Chi avrebbe mai immaginato, quel 9 gennaio 1729, che il bambino appena nato tra le montagne di Neuchatel sarebbe diventato un maestro nel suo campo? Personaggio rispettato e ammirato, dopo piu di due secoli gli storici dell’arte orologiera rendono ancora omaggio a questo grande uomo. Dotato di talenti eccezionali, fu uno di quegli ammirevoli inventori, ricchi di umanita e umilta, che ricevettero dal cielo intelligenza, genio, savoir-faire e passione.
E’ nella fattoria di famiglia situata a Le Locle, sotto lo sguardo attento di Abraham-Louis, che suo padre Daniel Perrelet agricoltore e carpentiere confeziona nelle lunghe giornate invernali alcuni utensili per gli orologiai del paese. Cosi’, ispirato da questo padre così intraprendente, inizia molto presto a dedicarsi a piccoli lavori di limatura e alla fabbricazione di soffietti. Quasi senza rendersene conto si appassiona da subito al mestiere di orologiaio che dall’inizio del secolo continuava a evolversi senza sosta. Una volta divenuto adulto sceglie di dedicarvisi a tempo pieno sapendo gia? che la sua vita battera? al ritmo delle sue creazioni. Grazie al suo ingegno supera con facilità tutti gli ostacoli. Per sopperire alla mancanza di utensili adeguati, si applica alla realizzazione di un certo numero di strumenti di precisione. A lui in particolare è attribuita l’invenzione dell’inseritore, e della macchina per limare i denti degli ingranaggi. Infine, pote’ dedicarsi al cuore stesso della sua creazione, o meglio, alla sua anima: il meccanismo dell’orologio. E’ possibile immaginare un movimento meccanico che, a partire da un solo impulso iniziale, continui a funzionare indefinitamente? Ecco la domanda che impegna lo spirito del nostro inventore.
Le leggi della fisica moderna affermavano che questo problema non aveva una risposta. Tuttavia, Abraham-Louis Perrelet e? l’artigiano che si e? avvicinato di piu’ all’impossibile soluzione.
Abraham-Louis Perrelet consacra da allora la maggior parte dei suoi sforzi alla messa a punto di un sistema che si sostituira’ alla mansione quotidiana di ricaricare l’orologio. Non cessa mai d’innovare, servendosi della sua intelligenza, della sua immaginazione e della sua perspicacia per mettere a punto una serie di nuove tecniche destinate a migliorare il movimento degli orologi. Negli anni 1770 si avvicina a una svolta e nel 1777 propone un’invenzione che si basa su un principio innovativo: caricare la molla del bariletto grazie all’energia prodotta dai movimenti di chi indossa l’orologio. Per merito di un ingegnoso dispositivo meccanico sono sufficienti uno spostamento o un semplice movimento del corpo per recuperare l’energia cosi? generata e ricaricare la molla dell’orologio. Nel 1780 mette a punto il primo podometro e diviene cosi’ il primo a realizzare orologi con scappamento, a cilindro, a duplex, con datario e a equazione del tempo. Perfeziona inoltre la finitura, migliora i pignoni, le ruote, lo scappamento e il meccanismo di ricarica.
La sua reputazione si diffonde, il suo parere di esperto e’ presto richiesto da tutti. Abraham-Louis Perrelet non smette mai di stupire. La sua abilita’ e la sua mano sicura, che hanno ben poco di ordinario, non diminuiscono con l’eta’. Come prova di cio’, il Musee International de l’Horlogerie (MIH) di La Chaux-de-Fonds possiede quella che puo’ considerarsi senza dubbio una delle ultime opere di questo geniale artigiano, realizzata alla vetusta eta’ di novantasei anni.
Pioniere infaticabile, Abraham-Louis Perrelet rimane comunque legato alle sue origini. Trascorre tutta la sua esistenza nella casa di famiglia di Le Locle. Si spegne nel 1826, dopo aver lavorato per quasi 80 anni allo sviluppo dell’ orologeria. Egli fu un precursore: il suo nome e l’eredità dell’invenzione dell’orologio automatico non sarà mai dimenticato.

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