Immaginate 1000 sacchi dell’immondizia verdi, gialli e blu, illuminati da 1000 luci degli stessi colori, prendere il volo in una piccola piazza del centro di Varsavia davanti a tante persone stupite e divertite. Questa è Recycling Sunday, l’installazione dei Luzziterruptus.
“15 Steps to the virgin” è l’opera che Monica Bonvicini presenta a Illuminazioni, la mostra internazionale a cura della 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Diverse scalinate illuminate a LED rappresentano l’installazione firmata dalla veneziana Bonvicini. Questo lavoro è un omaggio a Tintoretto, il pittore che l’artista tanto ama, e richiama “La presentazione della Vergine al Tempio”, realizzata dal pittore veneziano nel 1552. Le scale sono infatti ispirate a quest’opera, considerata uno dei capolavori di Tintoretto.
Luce come espressione degli spazi, che sa trasformarsi costantemente in sintonia con l’unicità di ogni progetto. Così l’architetto Marco Bisenzi interpreta l’illuminotecnica applicata al contract. Anna Fraschini intervista Marco Bisenzi.
Inaugurata il 4 Giugno, presso le sale della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea al Montirone, è la mostra dedicata all’artista Paolo Radi intitolata “OLTRE LA PITTURA: PRESENZA TRA MATERIA E LUCE”.
Chad Oppenheim è una stella dell’architettura contemporanea, ha ricevuto un Bachelor of Architecture presso la Cornell University nel 1994, e ha condotto studi di product design e graphic design all’Università di Harvard.. Egli è il destinatario di numerosi riconoscimenti di design, come l’American Architecture Award 2000, 2000 AIA Florida Architecture Award, (2) 2000 AIA Miami Architecture Awards, 2001 Digital Architecture Award, (2) 2001 AIA Miami Architecture Awards, 2001 Outstanding Young Architect of the Year Award, Premio Baird, e Fellowship Kume in Giappone.
Aprire un hotel di estremo design in un derelitto di Little India a Singapore? Si tratta del Wanderlust Hotel, che letteralmente significa ‘voglia di girovagare’ e sorge nella zona di un antico insediamento di immigrati contadini indiani, che allevavano bovini e altri animali, e la struttura, realizzata per una scuola, è del 1920. L’hotel conserva soltanto la facciata originale, dando una parvenza di edificio dal nostalgico fascino di “vecchio mondo”.