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Trekking al campo base dell’Annapurna

Il santuario dell’Annapurna è stato così battezzato dai suoi scopritori occidentali: dedicato alla dea dell’abbondanza della mitologia indù, non si tratta di un santuario religioso, bensì di uno degli anfiteatri montagnosi più affascinanti del mondo, situato nel Nepal centrale. Lo Hiunchuli e lo Machhapuchhare fanno la guardia alla stretta valle che dà accesso a queste vette di oltre 7000 metri. In primavera è possibile vedere, in alto, la fioritura dei rododendri, e, in basso, gli agricoltori che raccolgono il riso e il miglio. La valle è dominata dalla parete sud dell’Annapurna, che ha visto alcune delle più significative imprese della storia dell’alpinismo. Il 3 giugno 1950 un gruppo francese, che comprendeva Maurice Herzog, Louis Lache-nal, Lionel Terray e sei altri alpinisti, raggiunse la vetta dell’Annapurna, la prima conquista nella storia dell’alpinismo di una cima che superava gli 8000 metri.
Nonostante alcuni notevoli dislivelli, saliscendi e lunghi tratti di scalinate, il trekking al santuario dell’Annapurna è uno dei più adatti al neofita, con quote mai eccessive che ne fanno un percorso adatto a qualunque camminatore. Il periodo ideale per il trekking al santuario_dell’Annapurna è in primavera, da ottobre ad aprile. Dall’Italia si può raggiungere Kathmandu, la capitale del Nepal, in aereo, ed approfittarne per visitare i principali monumenti della città, fra i quali lo stupa di Swayambhunath, che sorge su una collina da cui si può ammirare la valle di Kathmandu, il tempio di Pashupatinath, dedicato alla dea Kali (genere femminile della parola sanscrita kola, che significa tempo e nero) di Dekshinkali, e lo stupa di Bodnath, il più grande del Nepal. Da Kathmandu si può raggiungere in auto Pokhara, la seconda città più grande del Nepal: dal villaggio di Phedi, situato sulla cima di un crinale che segna il confine della regione denominata Dhampua, ha infatti inizio il trekking al santuario dell’Annapurna. La zona è abitata da Bramini Chhetri e qualche Gurung, che rispecchiano il sistema delle caste ancora dominante in Nepal: sebbene esso sia stato ufficialmente abolito da decenni, regola ancora le relazioni fra i popoli e le classi secondo il Muluki Ain, il codice sociale induista. Da Dhampus la strada sale fino a Pothana, un agglomerato di hotel a quota 1990 metri.
Da qui si può ammirare la montagna “a coda di pesce”, chiamata appunto Machhapuchhare (6997 metri), da machha, pesce, e puchhare, coda. Seguendo il sentiero si scende verso il fiume e si sale a Ghandrung, fino al ponte di Naya Pul, dove si incontra la strada per Chomrong, il villaggio Gurung più elevato della vallata, da dove si può godere di una splendida vista, soprattutto la mattina presto, dell’Annapurna Sud, dell’Hiunchuli e del Machhapuchhare. Da qui si raggiunge il campo base del Machhapuchhare, attraversando sentieri di querce, macchie di bambù e foreste di rododendri, che lasciano spazio a piccoli agglomerati quali Tinche, Kuldi e Bamboo. Dal campo base del Machhapuchhare, un agglomerato di hotel a quota 3720 metri, si possono ammirare vette come l’Hiunchuli, l’Annapurna Sud, l’Annapurna I, l’Annapurna III, il Gangapurna e il Machhapuchhare. Una splendida vista del versante sud dell’Annapurna, che domina il santuario a nord-ovest, è visibile però solo dal campo base dell’Annapurna, a due ore di cammino. La strada, seguendo un torrente che costeggia alcune capanne abitate dai pastori durante la stagione calda per pascolare le greggi sulle distese erbose, raggiunge i quattro hotel su di uno spuntone a quota 4130 metri.
Benché la via per il Santuario dell’Annapurna preveda alcune ripide salite e l’attraversamento di qualche ponte stretto, nel complesso non è molto impegnativo e allo stesso tempo dà la possibilità di ammirare una gran varietà di cime Himalayane, senza dover preoccuparsi di altitudini troppo elevate, ed è per questo che è senz’altro il trekking che riscuote il maggior successo tra gli occidentali e prevede il pernottamento presso case da tè o lodge, strutture paragonabili alle nostre locande o rifugi alpini. Per gli amanti del trekking suggerisco anche altri due percorsi, sempre ricchi di fascino e straordinari come esperienza di viaggio: il Trekking nel favoloso e dimenticato Regno_del_Mustang, rimasto completamente inaccessibile agli stranieri fino al 1991 e al quale si accede solo con un’agenzia autorizzata come la nostra e il trekking più famoso del mondo, quello che ci porta al Campo_Base_dell’Everest e che regala ai nostri occhi lo spettacolo delle vette più alte del mondo…indimenticabile!
Bruno Bottaro
Consulente di viaggi online Evolution Travel

http://www.evolutiontravel.net/etnews/2012-11.php

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