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Poli, un “Mare” di emozioni.Rimini 2012

Fine gennaio l’attore Paolo Poli ha portato in scena al teatro Novelli la sua rilettura di Anna Maria Ortese. E’ Paolo Poli a trasformare in spettacolo dai colori multiformi e dalle suggestioni variopinte questa celebre raccolta di novelle della scrittrice romana. Ecco “il mare”, in scena a Rimini nella cornice del Teatro Novelli Scritto, diretto ed interpretato dall’artista fiorentino dalla lunga e brillante carriera, questo show si muove tra canzonette d’epoca, filastrocche, scenografie bizzarre e la vis inconfondibile dell’istrionico Poli. Un puzzle di storia che ondeggiano tra momenti di estrema ilarità e malinconica, comicità e tragicità avvolte da un velo onirico, surreale, dedicato e struggente. Tanti appassionati di teatro, che per motivi di lavoro o svago erano nella città di alloggiati in hotel 4 stelle Rimini hanno colto l’occasione per applaudire l’attore in scena al teatro Novelli. Sul palcoscenico i racconti che la Ortense compose dagli anni ’30 agli anni ’70. Per loro una rilettura che coglie dal passato e dal presente: la tenerezza del Tasso, la fantasia e leggerezza di Ariosto e naturalmente i ricordi della scrittrice che volteggiano dall’infansia infelice ma luminosa all’adolescenza fragile, timorosa, trabocante, alla maturità desiderosa d’amore e fatalmente segnata dalle illusioni. In questo “mare” di emozioni, risate e nostalgie, personaggi che si rincorrono, figure e figurine di una italietta che cerca di districarsi tra problemi e piccolezze a suon di canzoni e scoppiettanti gag. Ma i riflettori sono puntati sul folletto interpretato da Poli, l’artista che ama il travestimento, che ha interpretato i classici dell’ironia e non solo, con levità, passando da Apuleio e Savinio, da Palazzeschi a Queneau. Ora questo spettacolo tratto da un’opera che nel 1953 suscitò ammirazione e critiche, un libro controverso, criticato, in cui Maria Ortese riflette delusioni, nevrosi e l’impossibilità di passare dai sogni alla realtà fatta di dolore e viltà, angosce e privazioni. Il tutto raccontato ed ora portato in scena con le luci dell’umorismo, con le acrobazie e le paillettes dell’avanspettacolo, le note di canzoni italianissime come quelle di Modugno, Nico Fidenco, fondali coloratissimi e giocosi. Sul palco anche Mauro Barbiero, Fabrizio Casagrande, Alberto Gamberini e Giovanni Siniscalco. Scene di Emanuele Luzzati, costumi di Santuzza Calì.Fine gennaio l’attore Paolo Poli ha portato in scena al teatro Novelli la sua rilettura di Anna Maria Ortese.
E’ Paolo Poli a trasformare in spettacolo dai colori multiformi e dalle suggestioni variopinte questa celebre raccolta di novelle della scrittrice romana.
Ecco “il mare”, in scena a Rimini nella cornice del Teatro Novelli
Scritto, diretto ed interpretato dall’artista fiorentino dalla lunga e brillante carriera, questo show si muove tra canzonette d’epoca, filastrocche, scenografie bizzarre e la vis inconfondibile dell’istrionico Poli.
Un puzzle di storia che ondeggiano tra momenti di estrema ilarità e malinconica, comicità e tragicità avvolte da un velo onirico, surreale, dedicato e struggente.
Tanti appassionati di teatro, che per motivi di lavoro o svago erano nella città di alloggiati in Hotel 4 stelle Rimini hanno colto l’occasione per applaudire l’attore in scena al teatro Novelli.
Sul palcoscenico i racconti che la Ortense compose dagli anni ’30 agli anni ’70.
Per loro una rilettura che coglie dal passato e dal presente: la tenerezza del Tasso, la fantasia e leggerezza di Ariosto e naturalmente i ricordi della scrittrice che volteggiano dall’infansia infelice ma luminosa all’adolescenza fragile, timorosa, trabocante, alla maturità desiderosa d’amore e fatalmente segnata dalle illusioni.
In questo “mare” di emozioni, risate e nostalgie, personaggi che si rincorrono, figure e figurine di una italietta che cerca di districarsi tra problemi e piccolezze a suon di canzoni e scoppiettanti gag.
Ma i riflettori sono puntati sul folletto interpretato da Poli, l’artista che ama il travestimento, che ha interpretato i classici dell’ironia e non solo, con levità, passando da Apuleio e Savinio, da Palazzeschi a Queneau.
Ora questo spettacolo tratto da un’opera che nel 1953 suscitò ammirazione e critiche, un libro controverso, criticato, in cui Maria Ortese riflette delusioni, nevrosi e l’impossibilità di passare dai sogni alla realtà fatta di dolore e viltà, angosce e privazioni.
Il tutto raccontato ed ora portato in scena con le luci dell’umorismo, con le acrobazie e le paillettes dell’avanspettacolo, le note di canzoni italianissime come quelle di Modugno, Nico Fidenco, fondali coloratissimi e giocosi.
Sul palco anche Mauro Barbiero, Fabrizio Casagrande, Alberto Gamberini e Giovanni Siniscalco.
Scene di Emanuele Luzzati, costumi di Santuzza Calì.

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