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Trekking in Sardegna 2011 tra sole, storia e mare

Per un vacanza attiva e sostenibile come la Terra sembra richiedere a gran voce, quale miglior pacchetto vacanza che non trekking in Sardegna alla ricerca delle tracce e delle testimonianze delle civiltà e culture che hanno contraddistinto una delle isole più belle del Mediterraneo.
Un trekking culturale dove gli itinerari scelti dalle guide trasformano il viaggio in una lezione di storia a cielo aperto. Dall’epoca pre-nuragica ai Fenici e Punici passando per l’epoca nuragica un tour che esplora il passato della Sardegna. Un passato che ancora fa dibattere gli studiosi sull’origine dei sardi e sul significato ed uso dei numerosi reperti disseminati nell’Isola fino anche alla reale funzione dei nuraghi (luoghi di culto o fortezze).
Un tour- trekking a tappe dove la Sardegna scopre i suoi mille volti.
La prima tappa prevede la visita al Tempio di Antas a Fluminimaggiore. Tempio eretto dai Punici e successivamente dai Romani che si trova in una delle aree della Sardegna pressoché incontaminate, il Sulcis Iglesiente. Mare cristallino, falesie a picco per uno dei paradisi del free climbing.
Il Tempio di Antas si trova in un sito archeologicocon notevoli tracce di insediamenti umani risalenti al periodo pre-nuragico. Verrà poi esplorata la grotta di Su Mannau famosa per l’enorme sala al suo interno adibita in antichità a luogo di culto.
Lo scenario cambia completamente nel secondo giorno di questo fantastico trekking in Sardegna organizzato da Sardinia Tourist Guide.
Miniere nel blu è il nome del percorso, è quanto mai azzeccato poiché, la zona del Sulcis Iglesiente è stata caratterizzata dalla presenza di miniere che in passato hanno rappresentato la principale fonte di reddito della zona e le cui rovine si stagliano nel cielo spesso a picco sul mare, formando panorami fantastici per appassionati di archeologia industriale e per gli amanti della fotografia.
Cala Domestica, il luogo di partenza è inoltre uno dei migliori spot per i surfisti.
Ancora storia ma anche cultura. La via dell’Ossidiana, una pietra nera di origine vulcanica, presente nel Monte Arci è una delle ragioni – secondo alcuni studiosi – che ha portato i primi abitanti in Sardegna. Pietra nera utilizzata nei gioielli tradizionali sardi che adornano ancora oggi le donne sarde.
I due giorni successivi prevedono l’ esplorazione di Funtanamela una delle più belle foreste demaniali della Sardegna e l’Argentiera un altro spaccato minerario della Sardegna questa volta dedicato all’estrazione dell’argento.
L’ultima tappa del percorso prevede uno strappo da Olmedo a Capo Caccia ovvero il Nord Ovest della Sardegna. La via del Capo per arrivare ad Alghero in una delle cittadine più interessanti della Sardegna. La città catalana detta anche la Barcelloneta della Sardegna.

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