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Nel Sulcis Iglesiente antiche miniere con vista mare

Al fine di costituire il Parco Geominerario Storico Ambientale, molte strutture sono state riconvertite in chiave culturale e di interesse turistico.
Gli edifici in disuso, le gallerie e le antiche cave sono uno straordinario esempio di archeologia industriale e alcune miniere si affacciano direttamente sul mare.
Tra queste c’è quella di Porto Flavia, con le due gallerie progettate per imbarcare direttamente i minerali sulle navi, e la Laveria Lamarmora, impianto per la separazione del piombo e dello zinco, circondata da cespugli di euforbia e lentisco sembra un tempio greco in riva al mare.

Tutto il territorio del Sulcis Iglesiente è di una bellezza rara, ma quello che prende il cuore è il paesaggio costiero, un angolo di sahara in terra sarda.
Alte dune di sabbia di un bianco abbagliante che si tuffano nel mare più azzurro e limpido che si possa immaginare si alternano a ripide falesie a picco sul mare; tutto intorno lagune e pinete, ovunque il profumo della macchia mediterranea.

Un mondo di piccole insenature, grotte marine, guglie rocciose che spuntano dalle onde e in lontananza il profilo dell’isola di San Pietro e dell’isola di Sant’Antioco.
Tra le bellezze della zona la palma d’oro va’ sicuramente a Cala Domestica resa inconfondibile dalla torre spagnola che la sorveglia dall’alto, due baie sabbiose incastonate in un fiordo roccioso circondato da una macchia di lecci.
Nessuna casa abitata, nessun albergo né ristoranti, solo natura selvaggia, un mare di smeraldo, sole accecante e pace assoluta.
Nel ‘800 la spiaggia di Cala Domestica era il punto di approdo per le piccole imbarcazioni che qui caricavano i minerali di piombo e di zinco provenienti dalla miniera di Acquaresi per trasportarli al Porto di Carloforte.
Dalla spiaggia si possono percorrere dei sentieri che seguono la linea costiera e consentono di raggiungere altri incantevoli luoghi.
Dirigendosi verso nord si passa per le rovine del villaggio abbandonato di Planu Sartu e poi si incontra la stazione terminale della Galleria Henry.
Questa galleria era utilizzata, nella seconda metà dell’ottocento, per il trasporto del materiale dalle cave alle laverie, prima con i muli ed in seguito per mezzo di una potente locomotiva a vapore.
Oggi, dopo un accurato restauro, è il gioiello dei percorsi minerari dell’Iglesiente; una spettacolare passeggiata lunga un chilometro attraverso camminamenti incisi nelle falesie e piccoli tunnel.
Poco più oltre, a due ore circa di cammino da Cala Domestica, si trova Buggerru; il paese con le caratteristiche casette a schiera disposte a ventaglio, sorge sullo scenografico sbocco al mare di un’impervia vallata.

Prendendo il sentiero verso sud si attraversano altri scenari emozionanti. Saliti alla torre cinquecentesca che domina l’insenatura, e che faceva parte del sistema difensivo spagnolo contro le incursioni saracene, in poco più di un’ora di cammino si raggiunge Canal Grande.
Una piccola cala sovrastata da picchi a strapiombo tra cielo e mare, una tappa obbligata per gli appassionati di immersioni subacquee per la straordinaria ricchezza dei fondali.
Da qui si prosegue per circa tre ore lungo un panoramico sentiero ben tracciato che, all’altezza di Masua, scorre lungo un’insenatura dominata dallo Scoglio del Pan di Zucchero.
A Masua c’è una piccola spiaggia ben attrezzata e la possibilità di noleggiare una barca per visitare l’interno del Pan di Zucchero, c’è una grotta che lo percorre da parte e a parte come una galleria, alcune altre grotte marine e le piccole insenature del litorale.
In questa parte della Sardegna il turismo non è molto sviluppato. Qui è ancora possibile trascorrere una vacanza lontano dall’affollamento, a parte nei mesi centrali dell’estate, e la natura selvaggia è la splendida cornice che abbraccia gli hotel e i residence della zona.

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