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Ungheria: nelle terre del tokaji

http://www.mondoeventi.com/blog/Viaggi_e_Turismo/2410-Ungheria_nelle_terre_del_tokaji

Ricca di storia, Eger è una delle città barocche più belle
dell’Ungheria. Ma quello che più colpisce della città è la posizione
tra i rigogliosi vigneti dell’Ungheria, a ridosso di una delle più
storiche zone vinicole del Paese.

Qui la tradizione enologica è antica e lungo via Szèchenyi, la
strada principale di Eger, si possono trovate cantine e ristoranti con
pregiate etichette di rossi e di bianchi. Tra le varietà più famose il
sangue di toro di Eger (Egri Bikavér). Questo vino rosso si può gustare
nelle cantine scavate nel tufo della valle Szèpasszony. Una curiosa
leggenda è nascosta dietro la denominazione del vino: si narra che, per
sostenersi in una feroce battaglia contro l’attacco dei turchi, i
soldati ungheresi in difesa della fortezza di Eger, bevvero gran
quantità di vino rosso, cosicché quando i turchi si trovarono di fronte
i guerrieri magiari con le barbe macchiate di rosso pensarono che la
loro ferocia e abilità nel combattimento derivassero dall’aver bevuto
sangue di toro. E così, terrorizzati, si ritirarono. La Strada del Vino
di Eger abbraccia ben 17 località tutte limitrofe al suo capoluogo:
Andornaktálya, Demjén, Egerbakta, Egerszalók, Egerszólát, Felsotárkány,
Kerecsend, Maklár, Nagytálya, Noszvaj, Novaj, Ostoros, Szomolya,
Aldebro, Feldebro, Tófalu, Verpelét.

Ma Eger è famosa anche per le sue acque termali e per essere un
centro dedicato al benessere: in città, niente di più facile che
dedicarsi alla cura del proprio corpo nell’hammam turco Török Fürdô
(omonima via, al civico 1), importante già in epoca ottomana.

Nella graziosa Egerszalòk invece si può godere delle proprietà terapeutiche delle acque termali.

Sempre nei dintorni, da non perdere una visita al Parco Nazionale
di Bükk Noszvaj e il Castello De la Motte, di epoca settecentesca, un
gioiello barocco nella trama architettonica ungherese.

Regione di Eger a parte, il vino più noto di tutta l’Ungheria
resta il Tokaji Aszú, prodotto da un vitigno autoctono ungherese, che
ancora una volta deve la sua fama ai turchi: e sì, perché, con le
invasioni, i contadini furono costretti ad abbandonare la vendemmia; in
questo modo le uve appassirono e ammuffirono, ma sotto la guida di un
religioso (Szepsi Laczkó), vennero raccolte e spremute ugualmente. Il
sapore che ne risultò fu davvero buono, che Laczkó decise di provare ad
aggiungere questo nettare al vino comune prodotto l’anno precedente, e
così diede origine al Tokaj. Oggi storia, aromi e leggende si possono
gustare in tutta la loro bontà lungo la strada del vino che abbraccia
l’area di Tokaji-Hegyalja, nella parte nord-occidentale dell’Ungheria,
vicino ai confini con la Slovacchia e l’Ucraina: 62 km di cantine,
degustazioni, paesaggi immersi nel verde. L’itinerario consigliato?
Quello che si snoda lungo le località di Szerencs, Mezozombor, Tarcal,
Tokaj, Sarospatak, Satoraljaujhely.

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