Abbiamo visto come da troppi mesi ormai, la crisi generale dei mercati ,sia nazionale che estero, abbia contratto le vendite in maniera preoccupante , relativamente a tutte le componenti del settore motoristico. E non solo, ma questo drastico calo degli ordinativi, sta sempre più creando problematiche complesse anche nei confronti dell’indotto. Tutte le strategie che le Case costruttrici , i concessionari e i commercianti hanno messo in atto e continuano a praticare, hanno dato scarso impulso alle vendite. Si è fatta una dura battaglia di prezzi, di offerte promozionali di accessori e condizioni di pagamento fino a 120 mesi, ma non è servito a molto. Il mercato ristagna tristemente. In aggiunta alle indiscutibile motivazione della crisi economica generale, bisogna anche considerare il fatto che la distribuzione, cioè l’anello più forte ma anche, contemporaneamente e paradossalmente più debole, non si è adeguata per tempo al sopraggiungere delle prime avvisaglie della crisi di vendite. Specie in Italia, ma anche in Europa, le case si sono affidate, in questi ultimi anni, per mantenere, ( o quanto meno contenere le perdite ) i livelli di vendita, agli incentivi statali con rottamazione. La rottamazione se da un lato ha consentito comunque di togliere dal mercato migliaia e migliaia di veicoli vecchi, insicuri e soprattutto inquinanti, dall’altro ha sempre fatto anticipare gli acquisti dei mezzi da quegli acquirenti ingolositi dalla supervalutazione della loro vettura. Questo ha comportato dapprima una dilatazione innaturale delle vendite, ma poi una “strozzatura” delle stesse dovuta agli anticipati acquisti che si sono concentrati in un brevissimo periodo dell’anno, lasciando a secco gli altri mesi , con serie complicazioni sotto l’aspetto meramente finanziario e sotto quello della gestione post-vendita da parte delle Concessionarie e dei Saloni. La crisi economica perdurante sta anche costringendo le concessionarie più deboli a costituire nuove società assieme ad altre e le più forti finanziariamente a fagocitare le piccole, con lo scopo di coprire meglio il mercato relativo ed ad ottimizzare tutti i costi.Per non parlare poi della difficoltà di ricorrere al credito da parte delle concessionarie. Le case madri si fanno pagare in anticipo le vetture nuove, cosicché non ci sono più situazioni di grande assortimento del nuovo nei saloni. Le Concessionarie programmano gli acquisti quasi tutti sul venduto, tenendo in esposizione negli show-room solo una ridotto numero dei modelli e dei colori che vanno meglio sul mercato. I Saloni più deboli economicamente e quelli decentrati rispetto agli ingenti agglomerati urbani, si accontentano di tenere nelle loro sedi alcune vetture in conto vendita da parte dei concessionari più potenti. Questo per quanto concerne l’autovettura o la moto di nuova immatricolazione. Per quanto riguarda l’usato bisogna fare dei distinguo : fino a diverso tempo fa, i concessionari ed gli autosaloni, avevano una ottima valvola di sfogo, per alleggerire i piazzali stracolmi di auto usate : i commercianti. Essi acquistavano, anche in blocco, modelli, specialmente diesel e piuttosto anziani e con lunghi kilometraggi, ovviamente a prezzi stracciati, e li rivendevano sui mercati africani e del medio oriente. Anche se i guadagni, per concessionarie e saloni, non erano consistenti, quanto meno essi ricevevano benefici pratici sotto l’aspetto del mancato deprezzamento “giornaliero” delle vetture in stock, e del liberarsi di spazio per accogliere l’usato più recente ritirato in permuta. Inoltre questi acquisti erano ricorrenti e stabili in certi periodi dell’anno, garantendo così quanto meno una sicura entrata che poteva andare a coprire i costi di stoccaggio e gli interessi passivi. A seguito della crisi che ovviamente ha colpito anche e di più i paesi di riferimento dei commercianti-estero, questo canale si è ridotto moltissimo e questo fatto ha contribuito e contribuisce tuttora a creare ulteriori problemi nello smaltimento delle vetture usate. Ad onor del vero il numero medio di giacenze dell’ usato nei piazzali, oggi è di gran lunga inferiore a quello di qualche anno fa. I motivi sono diversi ma fra questi due sono i più importanti . Uno è costituito dal fatto che per vendere un nuovo modello, in condizioni “normali” di mercato i concessionari, una volta, ritiravano in permuta qualsiasi auto, magari se si trattava di un modello difficile da rivendere facevano una bassa valutazione salvo poi supervalutare, per un nuovo di medio-alta fascia, anche vetture non molto rivendibili. Oggi, in questa situazione economica, ciò non avviene più ! I concessionari, al limite, preferiscono non effettuare una vendita, piuttosto che mettersi in casa un usato che finirà per arrugginire nei piazzali. Risulta evidente come questo nuovo comportamento non consenta più di intasare i piazzali di usato, evitando di immobilizzare capitale da poter utilizzare per altri scopi. E per tutto questo è andato da poco online, il nuovo tuttoshoppingmotori.com, che si presenta con una nuova grafica ed un sistema di ricerca molto ben fatto. Nato dalla rivista TuttoShopping Motori, quindicinale di annunci auto e leader della free press nella regione Marche, il sito offre moltissimi annunci di auto nuove, usate, km zero, con scheda tecnica e relative foto del veicolo. Possibilità di ricercare Concessionarie tramite marca automobilistica o provincia. Nella homepage inoltre news e promozioni dal mondo dei motori, mentre per i privati, dopo la registrazione possibilità d’inserire i propri annunci. Tuttoshoppingmotori.com ha l’obbiettivo di fornire sempre più contatti ai Concessionari.
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