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Nuova Discesa Dei Tassi Sugli Interventi Delle Banche Centrali.

Europa

Settimana di ribassi per i tassi europei. Il rendimento del Bund
decennale è sceso al 3%, con una riduzione di 42 basis points rispetto
all’ottava precedente, ma con un ribasso più contenuto rispetto ai
tassi americani.

La Bce infatti, a differenza di quanto annunciato dalla Fed americana, ha dimostrato un atteggiamento meno espansivo; lo stesso Governatore Trichet
ha dichiarato di voler aspettare gli effetti dei recenti interventi
prima di procedere nuovamente al taglio dei tassi ufficiali.

Il Bund a due anni, nonostante la posizione della Bce, è sceso all’1,83%. A livello macro dicembre ha visto un ulteriore peggioramento del quadro economico per i paesi dell’Area Euro. La fiducia
dei direttori degli acquisti è scesa ai minimi da 10 anni, mentre
quella degli imprenditori tedeschi ai minimi da ben 17 anni; a novembre
inflazione in forte calo, -0,5% rispetto a ottobre e –1,1% su base
annua.

Borsa Italiana. In controtendenza i tassi italiani, che
nella scorsa settimana, hanno raggiunto nuovi massimi. Aumentano di 138
e 123 basis points i rendimenti sui cinque e sui due anni, mentre
risultano più contenuti i rialzi sui dieci anni. I rendimenti dei governativi italiani sono invece scesi, anche se la caduta è stata meno grave rispetto a quella registrata in altre nazioni. La discesa è comunque dovuta a nuovi dati macro preoccupanti: ordini industriali e fatturato di ottobre in pesante calo, rispettivamente a –5,4% e –4,3%, livelli ben superiore alle

Stati Uniti
Nell’ottava appena trascorsa i tassi hanno toccato nuovi minimi storici,
con una riduzione di circa mezzo punto percentuale sulle lunghe
scadenze. Il decennale ha terminato la settimana al 2,13%, sotto di 45
basis points, mentre il rendimento sui due anni è rimasto praticamente
invariato allo 0,75%. I ribassi sono stati guidati dall’intervento
deciso della Federal Reserve che ha portato i tassi sui Fed Funds ad un livello mai così basso, compreso tra zero e , 25%. L’Istituto Centrale statunitense non ha escluso inoltre l’acquisto di Treasuries a lunga scadenza, un’azione senza precedenti dettata dal rischio, sempre più forte, di una caduta dell’economia americana in deflazione,
con un calo generalizzato dei prezzi di ogni risorsa, sia reale che
finanziaria, all’interno di un contesto recessivo prolungato. Sul
fronte macro a novembre si è verificato un nuovo calo record dell’inflazione, -1,7% rispetto ad ottobre; sempre nel mese di novembre la produzione industriale è scesa del 5,5% su base tendenziale, facendo registrare il quarto dato negativo consecutivo; attività manifatturiera ulteriormente contratta a dicembre, a fronte del crollo del settore auto e delle esportazioni; le indagini sulla fiducia degli investitori Usa rilevano livelli sempre più bassi; il mercato immobiliare non accenna segni di ripresa e continua la sua discesa: a novembre i nuovi cantieri si sono ridotti al livello più basso da almeno 50 anni, mentre i permessi edilizi sono calati del 47% su base annua.

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