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Si potrebbe sentir dire che le iniziative per contrastare il cambiamento climatico potranno distruggere posti di lavoro ed ostacolare la crescita. La verità è invece che tagliare i gas serra è fattibile e fondamentale e che si possono ottenere ottimi risultati con un impatto minimo sulla crescita e sull’economia. Naturalmente sarà la creatività e l’ingegnosità a consentire di ridurre le emissioni a costi contenuti: migliorando l’isolamento termico, perfezionando l’efficienza delle macchine, diminuendo la velocità delle automobili e degli aerei, diffondendo il ricorso alle energie rinnovabili ed offrendo i giusti incentivi. Anche l’osservazione di essere nel momento meno adatto per simili iniziative essendo l’economia depressa non è corretta perché una legge sul cambiamento del clima potrebbe incentivare una maggiore spesa per gli investimenti. Nel dibattito tra i sostenitori del ricorso alle fonti alternative troviamo gli appassionati dell’energia nucleare ma una polemica tra nucleare e fonti rinnovabili è dannosa in quanto la sfida si vince con scelte realistiche che prevedono, il più possibile, un mix energetico giocando tutte le carte a disposizione: fonti rinnovabili, nucleare, cattura e stoccaggio della CO2, cogenerazione, massima efficienza energetica. Indubbiamente le fonti verdi (sole, vento, biomassa) restano la grande speranza per il futuro, insieme con l’incremento della produzione agricola che potrebbe stabilizzare in atmosfera i livelli di CO2 grazie a 1,5 miliardi di ettari della superficie totale mondiale. Anche secondo uno scenario elaborato da Greenpeace l’Italia può raggiungere gli obiettivi fissati dai climatologi puntando sull’incremento delle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica. Sempre secondo Greenpeace, le misure di efficienza energetica permetteranno di ridurre l’attuale domanda di energia di circa il 32% al 2050. Entro il 2050 le rinnovabili potranno soddisfare il 61% del consumo totale dimagrito dello spreco cioè dall’aumento di efficienza. Ma per raggiungere tali obiettivi occorre correggere la direzione di marcia cambiando, tra l’altro, l’assegnazione dei fondi per stimolare l’offerta di energia. Entro il 2050 si dovranno tagliare i gas serra del 70% per evitare la catastrofe climatica il che vuol dire produrre il 76% dell’elettricità grazie alle fonti rinnovabili. Tali obiettivi avrebbero bisogno a monte di volontà politiche che, al momento, non si scorgono. L’Italia è particolarmente indietro nella lotta concreta all’inquinamento e si limita attualmente ad affermazioni di principio e di buoni propositi. La nostra vicina Germania produce attualmente il 16% del suo fabbisogno energetico con fonti rinnovabili in particolare utilizzazione del vento, del sole, del legname degli alberi ed anche dei rifiuti. La grande drammaticità della situazione ambientale è sottolineata dal fatto che per la prima volta un papa, papa Ratzinger, prende posizione decisa ed accorata sulla tutela della natura e della salute esprimendo la necessità di superare culturalmente l’attuale andamento dei consumi. C’è chi sostiene che i leader mondiali non saranno mai capaci di accordarsi per risolvere una situazione ambientale probabilmente irrisolvibile dati gli interessi trasversali e specifici che comporta. Viene quindi invocata una iniziativa culturale che viene dal basso, sul modello Internet, con cui le nuove tecnologie della comunicazione convergono con le energie rinnovabili creando la convinzione che il mondo possa essere salvato solamente con un modello di energia diffusa che induce a convertire ogni casa in una piccola centrale energetica, che usa il sole, il vento, gli alberi, i rifiuti, li immagazzina e li ridistribuisce. Sarebbe un superamento del capitalismo puro in una logica di condivisione e cooperazione. Solo utopia?
Tags: aerazione, aria, clima, climatizzazione, condizionamento, energia, filtrazione, impianti
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