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Consorzio Ecolight: aumenta l’efficienza, diminuiscono gli eco-contributi

A gennaio 2008 è partita la raccolta differenziata e il ri-ciclo virtuoso dei RAEE. I produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche si devono preoccupare di gestire tale sistema, attraverso consorzi, come Ecolight, che li rappresentano.

Un sistema complesso che, pur non operativo al 100%, ha portato a buoni risultati. Attualmente Ecolight gestisce una rete organizzativa e logistica capillare con oltre 2000 punti di prelievo in tutta Italia. Nei primi 12 mesi di ritiri, Ecolight ha raccolto oltre 13.000 tonnellate di rifiuti, attraverso 6000 ritiri sull’intero territorio nazionale.

Ed è proprio partendo dal riesame dei costi necessari per il corretto trattamento delle diverse tipologie di RAEE che Ecolight ha deciso di rivedere alcuni degli importi di eco-contributo, che i Produttori aderenti al Consorzio applicheranno a partire dal 1° aprile 2009.

Ecolight ha fin dall’inizio impostato la sua attività con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale e i costi diretti e indiretti, in una logica di trasparenza e di minore effetto sui consumatori e sul mercato. In virtù di questo principio il Consorzio ha scelto le soluzioni più efficienti per il recupero e reimpiego delle materie prime ricavabili dallo smaltimento dei RAEE e i partner più affidabili e professionali. Ha organizzato al meglio la propria attività operativa, adottando, in particolare, soluzioni di trasporto e logistiche efficienti e a basso impatto ambientale.

L’abbassamento degli eco-contributi è quindi la conseguenza logica di un’organizzazione che si sta sempre più affinando e che permette quella che, con gergo aziendalistico, si potrebbe definire “un’ottimizzazione dei processi”.

Che cos’è l’eco-contributo RAEE ?

Il Dlgs 151/05 prevede che siano i produttori a farsi carico dell’organizzazione di tutta la filiera di trasporto, recupero, trattamento e riciclo a partire dal momento in cui i RAEE arrivano nelle eco piazzole comunali. Per finanziare tali operazioni, la normativa dà ai produttori la possibilità di richiedere un eco-contributo agli utilizzatori secondo il principio “chi inquina paga”, avendo a loro volta l’obbligo e l’impegno a produrre apparecchiature che siano più facilmente smaltibili e che contengano sempre meno materie inquinanti.

La Legge consente ai produttori di evidenziare i costi per lo smaltimento tramite un Eco-contributo, aggiunto al prezzo del prodotto, oppure includere il contributo ambientale nel prezzo del bene. L’eco contributo può essere incluso nel prezzo del bene o reso visibile al consumatore finale (“visibile fee”). Questa seconda strada, di maggiore trasparenza, è quella scelta dalle aziende consorziate ad Ecolight.

Lo scopo di tale contributo è solo ed esclusivamente quello di finanziare la corretta attività di smaltimento di tali rifiuti e non deve in nessun modo costituire una fonte di guadagno né per i produttori né per i consorzi.

L’entità dell’eco contributo varia a seconda della tipologia di apparecchiatura, del suo peso e ingombro, della difficoltà a smaltirla e della quantità di materiale pericoloso in essa contenuta.

Un frigorifero per esempio, pesante e ingombrante e quindi costoso da trasportare ha un eco-contributo abbastanza alto (10 euro). Se a ciò si aggiunge che i frigoriferi contengono gas HCFC e CFC pericolosi e dannosi per l’ambiente e che quindi richiedono processi di smaltimento più complessi, si capisce il perché di tale importo che è stato tuttavia ridotto rispetto ai 12 euro precedenti. Per i televisori invece è spesso necessario un disassemblaggio manuale, che integra le procedure meccaniche adottate negli impianti di trattamento. Per i vecchi televisori con tubo catodico, prima di triturare e riciclare le componenti plastiche che lo compongono, è richiesta inoltre una cura particolare per lo smaltimento delle polveri fluorescenti e il recupero dei vetri del tubo catodico contenenti residui di piombo. L’eco contributo in questo caso è commisurato alle dimensioni dello schermo e alla tipologia di schermo (tubo catodico, LCD, retroilluminati e plasma) e va dai 3 ai 6 euro. Le lampade a risparmio di energia e gli apparecchi illuminanti rappresentano la gamma di prodotti con il valore dell’Eco-contributo RAEE più basso (rispettivamente 0,14 e 0,17 euro, con una diminuzione del contributo di 0,02 per le lampadine). Un valore che permette di finanziare il recupero dei materiali plastici e metallici degli apparecchi di illuminazione e, soprattutto, di smaltire con cura le polveri fluorescenti e il mercurio presenti nelle moderne lampade a risparmio di energia. Per questa categoria di prodotto, infatti, le tecnologie a disposizione consentono di riciclare quasi il 99% dei materiali, recuperando la totale quantità di vetro e i residui metallici di cui sono composti.

www.ecolight.it

 

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