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Cosa sono e come si usanno gli hashtag twitter?

Alzi la mano chi non si è mai posto la domanda: “a cosa serve quel cancelletto su Twitter?”
Gli Hashtag, o simbolo del cancelletto (questo: #), sono una convenzione introdotta dagli utenti Twitter che ha sempre preso più piede.
Sono gli equivalenti dei Tag su Flickr, dei tag dei post nei blog o dei video su youtube. Una riproposizione sul social dei vecchi “metatag keyword”. Gli hashtag aiutano a “classificare” meglio un Tweet e vanno utilizzati prima di una parola considerata “chiave” o “importante”. Ad esempio: #seo: quali sono stati gli effetti del Panda update. In questo modo chiunque cerchi informazioni su Twitter riguardo al #Seo troverà rapidamente e bene ordinati, i vari Tweet. Non usare gli hashtag per ogni parola: devono essere usati per parole chiave. Quindi non ha senso usarli ad esempio per articoli o preposizioni, meglio prediligere i sostantivi. [La democrazia del cancelletto. Ovvero: quanto è diventato importante, per catalogare i trend di Twitter, quel segno “#” prima di un termine, diventato un elemento necessario per far “volare” gli argmenti nella classifica dei più citati. Per il guru Internet Jeff Jarvis, blogger, scrittore e insegnante di giornalismo a New York, l’hashtag rappresenta un vero e proprio strumento di comunicazione ed orientamento per destreggiarsi nei 200 milioni di cinguetti al giorno. Inventato nel 2007 da Chris Messina per individuare termini e argomenti, questo tag ha segnato molti eventi delle reti sociali, basti pensare alle rivolte nel mondo arabo, oppure alla “rivoluzione” degli indignados in Spagna. “Un hashtag”, spiega Jarvis, “non è marketing, non è un media o un messaggio politico il cui autore pensa che può essere creato e controllato. Non è come lo spazio dei domini, su Facebook e Google +, o un marchio: è per tutti coloro che possono utilizzarlo senza autorizzazione o pagamento. Non è un dizionario con una sola definizione.” Un passepartout per creare trend
Le testimonianze del successo degli hashtag sono rintracciabili anche nella goliardia della rete, basti pensare al successo di un hashtag come #fuckyouwashington che ha decisamente destato scalpore in politica ma è comunque diventato un trend topic. Sullo spunto della discussione sul debito pubblico americano al centro del dibattito politico estivo, lo stesso Jarvis ha creato “Fuck You Washington”. Una tempesta di tweet “FYW” ha dominato il traffico del sito che, secondo quanto sostiene lo stesso blogger, è stato
costretto a chiudere temporaneamente il suo account per eccesso di messaggi.]

tratto da www.gqitalia.it/hi-tech/articles/2011/8/twitter-trend-virali-hashtag
Non usare un unico hashtag per l’intero tweet: perché risulta incomprensibile, a meno che non sia particolarmente divertente e non contiate su molti follower affezionati. Non usare un hashtag con iniziali senza senso: vedi precedente. Non abusare se non si sta parlando di un determinato argomento: c’è chi, pur di comparire nei risultati di ricerca di Twitter, usa hashtag (spesso TT) che in realtà non c’entrano niente con ciò che scrive o addirittura che non scrive niente a parte gli hashtag. Questo è davvero fastidioso, soprattutto se c’è chi cerca argomenti relativi all’hashtag di cui state facendo un uso improprio.

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