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Counseling e le relazione di aiuto – la poesia ed il counseling

Poesia e counselling
La poesia che, come tutte le arti, è libertà di espressione, utilizza invece la parola, e soprattutto le aggregazioni di parole, in tutta la sua potenza ed ha il pregio di penetrare nel profondo del sentire umano, scarnificandolo di tutti gli orpelli e gli ornamenti che ne nascondono il vero significato e diventando strumento d’incontro con se stesso e, ancora di più, con l’altro. Quando si accede a questo mondo di parole piene, e soprattutto quando ci si cimenta nello scrivere e dunque nel sentire in modo poetico, spesso accade una rivelazione: ci si sente legittimati al proprio sentire e ci si sente legittimati a penetrarlo, a sentirlo in tutta la sua ricchezza e complessità e, forse, si sente che questa dimensione di profondità può uscire anche dall’involucro chiuso del proprio mondo interiore e venire alla luce, essere comunicata al mondo. Io sono anche questo e voglio essere questo perché è la mia ricchezza. In questo senso la poesia può divenire strumento importante per un terapeuta, se riesce a far comprendere al paziente che il suo linguaggio è una modalità espressiva di unicità, di individualità, che è diversa e che infine è una possibilità di riappropriarsi delle proprie istanze profonde e nascoste. Un intervento di counselling che possa ottenere dei buoni risultati, si fonda evidentemente sull’ipotesi che il cliente riesca a trovare durante il cammino risorse che gli permettano di individuare le modalità più adeguate per fronteggiare una situazione o, più generalmente, una fase di vita problematica e che vorrebbe risolvere in modo positivo, più equilibrato e confacente alla sua personalità.
L’incontro di counselling è prima di tutto un incontro umano che, attraverso la relazione con il professionista, apre nuove strade e possibilità di riflessione e di presa di coscienza delle proprie modalità di essere nel mondo. All’interno di ogni processo di counselling sono previsti diversi strumenti o tecniche idonei alla definizione ed alla attivazione delle risorse del cliente. Assieme all’ascolto attivo, all’osservazione relazionale, alla risonanza emotiva empatica, alla riformulazione delle domande, la costruzione di schemi di pensiero alternativi a quelli comunemente utilizzati dal cliente è una delle finalità principali dell’incontro e può diventare anche una delle maggiori risorse dell’intervento stesso. tratto da counselingitalia

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