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Frammenti di luce, Marco Appicciafuoco

Protagonista di Illuminando Lecce, Marco Appicciafuoco ha presentato cinque sculture luminose dove il light incontra il gres. “Oggetti emozionali”, come li ha definiti il critico Franco Speroni “capaci di stimolare pensieri differente e sensazioni uniche”.

“Light flowers”: che cosa sono?
È un idea che ha generato 6 sculture, tutte legate dal concetto di base, che prende a soggetto una creatura vegetale classificata tra le più ecologiche e meno dispendiosa in quanto è un cactus che vive nei deserti aridi e ostili che ha bisogno della luce e del significativo sbalzo termico tra il giorno e la notte, che fa si che produca condensa, quindi acqua. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, ho deciso di dedicare il mio lavoro e il mio tempo all’essere vivente che meglio di tutti riesce a fare di necessità virtù, concetto che ben racchiude l’ambivalenza del nome dell’operazione “Light flowers” da intendersi sia come Fiore di Luce che come Fiore leggero, intesa come nelle simboliche necessità di resistenza e adattamento.

Che cos’è per te la Luce?
La luce è l’elemento primigenio per eccellenza, dalla quale dipendiamo tutti, grazie a Lei c’è vita e ci siamo Noi. Come nel percorso di crescita di un germoglio che protende sempre alla Luce nelle sue fasi di sviluppo, noi stessi siamo frammenti di Luce in continua trasformazione.

Come lavori?
Dopo aver analizzato le esperienze di tanti maestri, come ad esempio Burri o Fontana, nel mio lavoro ormai da anni presto molto attenzione agli sviluppi fisici dei materiali a cospetto delle leggi e delle risultanti naturali… come combustione e fusione , forza di gravità, fisicità e reazioni dei differenti materiali.

Qual è secondo te il rapporto tra Arte istallazione e Luce?
É da sempre stato un legame imprescindibile, dai rosoni delle abbazie medievali, le molteplici ricerche degli impressionisti come Cezanne o Monet… vedi i diversi risultati ottenuti nella pittura en plain air, dalle varie esposizioni nelle diverse luci del giorno. Loro dicevano che anche il colore esisteva grazie alla Luce. Oggi la Luce è usata come un valore di base dal quale si generano e prendono forma colori e concetti.

Gres e Luce: come nasce questa unione? Quali materiali prediligi “affiancare” alla luce?
Una delle mie prime elaborazioni composte risale a qualche anno fa, dove univo diversi materiali significanti, come il gres o la terracotta o il vetro che indica la trasparenza, la purezza e la fluidità. O l’acciaio che rappresenta la forza del progresso.. tutti uniti dalla Luce che infonde coscienza e spiritualità.

Le prossime installazioni “luminose”?
La mia ultima scultura appena terminata è realizzata su commissione e vede come nuovo elemento significante il legno di ulivo, inserito in un contesto epico che volge al futuro ipotizzando le varie mutazioni che interessano l’area mediterranea e i suoi recenti sviluppi ancora in corso.

Illuminando Lecce è anche un Urban Festival che attraverso l’Arte e la Luce ha valorizzato la Città: che cosa pensi dell’illuminazione urbana?
Penso che deve sempre preservare il più possibile le caratteristiche storiche senza sovvertire i profili tipici o urbanistici di certe città, volgendo sempre attenzione agli innovamenti di funzionalità e risparmio energetico. La prima volta che sono stato a Lecce sono rimasto subito colpito dall’efficace sinergia naturale avvertita negli equilibri tra la sua luce naturale ed il suo barocco, ottenuto dalle lavorazioni della bianca arenaria salentina, che a sua volta consente diversi risultati artistici e svariate proiezioni cromatiche, ottenendo un risultato che offre risvolti e caratteristiche uniche di qualità estetiche e risultati eccellenti.
Continua a leggere su Archilight: http://www.archilight.it/GetPage.pub_do?id=8a8a8ac118545b3f0118552b0eb70167&_JPFORCEDINFO=4028e415357afdc901357d2ff7570082

A protagonist of the Light Festival Illuminando Lecce, Marco Appicciafuoco presented five luminous sculptures where light meets stoneware. “Emotional objects”, says the art critic Franco Speroni “capable of stimulating different thoughts and awaking unique sensations”.

“Light flowers”: what are they?
It is an idea that resulted in the creation of 6 sculptures all connected to one fundamental concept, which takes inspiration from a plant regarded as one of the most ecological and cost-effective creatures in nature. In fact it is a cactus that lives in arid and hostile deserts, which needs light to survive and a high thermal difference between day and night to produce condensation and thus water. In such a difficult moment like the one we are currently living, I decided to dedicate my work and time to this living creature that makes a virtue of necessity, perfectly expressing the dual meaning of project’s name “Light flowers” that can mean both flowers of light and light-weight flowers, to symbolise resistance and adjustability.

What is Light for you?
Light is a primitive element par excellence upon which we all depend. Thanks to light there is life and therefore human beings. Just like a bud that grows and reaches out for Light throughout its entire life cycle, we are fragments of light in constant transformation.

How do you work with Light?
After analysing the work of many great artists, such as for example Burri or Fontana, in my own work, I try to place attention on the physical developments of materials facing the laws and outcomes of nature…like combustion and fusion, force of gravity, materiality, and the reaction of different materials.

What is the relationship between Art installations and Light?
It has always been an unbreakable bond, from the rose windows of medieval abbeys, to the multiple explorations of the impressionists such as Cezanne or Monet… without neglecting the different outcomes of en-plein-air painting, to the various exhibitions held during different hours of daylight. They would say that colour exists thanks to Light. Today Light is used as a basic value that generates and takes on different forms, colours and concepts.

Stoneware and Light: how does this union start. What materials do you like to “place next to” Light?
One of my first pieces dates back to some years ago, when I combined different materials such as stoneware or terracotta or glass that indicates transparency, purity and fluidity. Or even steel that represents the strength of progress…all united by Light that delivers conscience and spirituality.

What can you tell us about your upcoming “luminous” installations?
My latest sculpture is a contract work where I used a new signifying element, i.e. olive wood, which is inserted into an epic context that looks towards the future and analyses the various changes affecting the Mediterranean area and its ongoing developments.
Read on Archilight: http://www.archilight.it/GetPage.pub_do?id=8a8a8ac118545b3f0118552b0eb70167&_JPFORCEDINFO=4028e415357afdc901357d2ff7570082&language=ENG

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