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Carrozzone SIAE: stipendio medio di 64 mila di euro e si moltiplicano i parenti tra i nuovi assunti

La società degli autori ed editori tratta davvero bene i propri dipendenti, anche in un periodo di vacche magre come questo. Per capire come la SIAE sia davvero in controtendenza rispetto al resto degli enti, sia privati ma anche pubblici, basta scorrere l’elenco dei privilegi e delle remunerazioni dei lavoratori alle sue dipendenze.

Partiamo dallo stipendio, che vede gli impiegati guadagnare in media 64 mila euro ed i dirigenti 158 mila euro, benefit esclusi naturalmente. Benefit che si fa davvero fatica ad elencarli, vista la loro numerosità sia intermini quantitativi che qualitativi. I dipendenti dell’ente hanno infatti diritto ad una speciale “indennità di penna”, che varia da un minimo di 53 euro ad un massimo di 159 euro, ed è dovuta per il semplice fatto che si è attuato il passaggio dalla penna al computer. Benefit decisamente stravagante, al quale occorre aggiungere anche “l’indennità di bucato”, dieci euro e 91 centesimi che vengono aggiunti in busta paga a titolo di «indennità lavanderia» dopo il quarto giorno passato fuori sede.

A tali benefit occorre aggiungere i premi per lo straordinario notturno ( spropositato) quando viene effettuato, il premio di operosità, tre giorni di malattia concessi ogni mese senza bisogno della presentazione del certificato medico, la gratifica per l’Epifania, oltre 35 giorni di ferie, ecc.
Visto il trattamento riservato ai dipendenti si potrebbe pensare che i bilanci dell’ente siano floridi e che permettano di spendere in lungo e in largo. Ma purtroppo non è cosi: le perdite operative della SIAE sono state 21,4 milioni nel 2006, 34,6 nel 2007, 20,1 nel 2008, 20,9 nel 2009, 27,2 nel 2010.

Bilanci pesantemente in rosso dovuti soprattutto alle remunerazione sia del personale ancora in forza che quello in quiescenza. Infatti la Siae in molti casi è costretta a mettere mano al portafoglio per garantire la pensione agli ex dipendenti, in quanto il fondo pensioni ( creato nel 1951 con lo scopo di garantire pensione e liquidazione ai dipendenti SIAE) ha un patrimonio di oltre 200 milioni di euro investiti in immobili, ma i ricavi si contano con il contagocce, con la conseguenza che anche il fondo accusa pesanti perdite.

Per risanare la situazione si è pensato bene di istituire altri due fondi immobiliari, ma i risultati, per ora, non sono stati quelli attesi. Tra gli obiettivi dei fondi anche quello di limitare le agevolazioni cui godevano gli acquirenti di immobili di proprietà SIAE: minimo anticipo e dilazioni di pagamento quarantennali. E non va meglio se ci si concentra sugli immobili occupati a titolo di affitto dai dipendenti della Società degli autori ed editori. Una piccola nota: su 37 affittuari, 34 sono sindacalisti e fra di loro figura anche il contabile dello stesso Fondo pensioni.

Oltre alla remunerazione balza agli occhi anche la circostanza che molti dei dipendenti SIAE siano imparentati tra di loro. Circostanza davvero singolare che vede ben 527 dei 1.257 assunti a tempo indeterminato (il 42 per cento del totale, appunto) vantare legami di famiglia o di conoscenza. Non solo, su 559 assunti tramite chiamata diretta 268 sono figli, nipoti, coniugi, genitori di altri dipendenti dell’ente.

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