La città di Betlemme, collocata nel Territorio dell’Autorità Palestinese, fino all’anno 2000 ha potuto godere di un certo grado di benessere dato dalle attività legate al turismo e dalle opportunità di lavoro nella vicina Gerusalemme, e più in generale nel territorio israeliano. Con lo scoppio della seconda Intifada ed il suo progressivo inasprimento si è giunti ad una quasi totale chiusura dei transiti verso il territorio israeliano e ad una notevole diminuzione delle attività turistiche. Le possibilità di lavoro al di fuori del muro entro il quale la città è stata barricata sono ormai pressochè nulle; mentre quelle al suo interno sono rare e saltuarie, considerando le difficoltà economiche di quasi tutte le famiglie. Con il supporto di tanti piccoli donatori, ATS pro Terra Sancta – la ONG della Custodia di Terra Santa – viene incontro alle difficoltà di molte famiglie, che vengono aiutate nel superare le difficoltà dei loro figli. I problemi delle famiglie sono di varia natura: alcune hanno difficoltà economiche, altre disagi sociali, e tutti questi problemi ricadono sui bambini. Insieme al Franciscan Social Service Office, si intende aiutare molte famiglie disagiate di Betlemme a fronteggiare le difficoltà, e garantire ai loro figli una speranza per il futuro.
Riportiamo qui di seguito la storia di due bambini sostenuti attraverso i programmi di assistenza sociale e sostegno scolastico, coordinati dal FSSO con il supporto di ATS pro Terra Sancta:Nizar ha nove anni, e viene da una famiglia molto numerosa. La sua materia scolastica preferita è la lingua araba mentre ha qualche difficoltà a studiare e ottenere buoni voti con la lingua inglese. A casa aiuta sempre i fratelli e le sorelle più piccole nei compiti e cerca di rendersi utile il più possibile. La sua famiglia vive esclusivamente di provvidenza, poiché papà Salem a causa di un brutto incidente non è in grado di lavorare, e mamma Layal non è riuscita a trovare alcun lavoro, dovendosi occupare del marito. La loro abitazione è molto povera: alcune camere sono prive di finestre e si scaldano grazie ad una stufa a gas, molto pericolosa e molto costosa per loro, che a malapena riescono a mettere il cibo in tavola per i loro figli. La comunità cristiana si è stretta intorno a loro, in questi anni, cercando di aiutarli e di non far mancare loro lo stretto necessario per poter andare avanti, ma per Layal e Salem è davvero molto umiliante non essere in grado di mantenere i loro figli.
Husam ha sei anni e già da due è orfano di mamma, venuta a mancare dopo una lunga battaglia contro la malattia. Il bambino è rimasto con papà Johnny, un uomo in età avanzata che si è trovato a carico due bambini molto piccoli da accudire. Non riuscendo a occuparsene, dopo poco tempo Husam e la sorellina sono stati affidati ad una congregazione di suore di Betlemme, che si occupano di bimbi orfani. Sempre con il sorriso sulle labbra, Husam è molto contento di andare a scuola. La sua materia preferita è l’educazione artistica, mentre ha qualche problema con la lingua italiana, anche se il suo carattere forte e l’aiuto dei compagni e degli insegnanti lo aiuteranno a superare questa difficoltà.É solo grazie al sostegno e contributo di tanti amici pro Terra Sancta che Nizar, Husam e tanti bambini e ragazzi come loro potranno continuare il loro percorso di studi e affrontare con serenità e speranza le difficoltà che incontrano nelle loro famiglie.
In vista di questo Natale, sostieni i bambini e le giovani famiglie di Betlemme: partecipa alla campagna “A Natale Ritorna alle Origini“!
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