Quando parliamo di assicurazione a cosa ci riferiamo? Se parliamo di assicurazioni pensiamo al trasferimento di un rischio per un soggetto a terzi con il pagamento di un premio, appunto assicurativo, il cui ammontare viene determinato in maniera preventiva. Io assicuro me stesso o un mio bene, dietro pagamento di una somma mensile, semestrale o annuale, con una determinata società terza obbligata a risarcirmi nel momento in cui un evento esterno va a ledere la mia incolumità o quella del mio patrimonio. Secondo un contratto del genere il rischio viene commisurato in una spesa e quantificato sulla base del danno che si può subire nel momento in cui avviene quel preciso evento esterno. Presupposti affinchè possa esistere il concetto di assicurazione sono quindi due: innanzitutto l’impossibilità di poter controllare l’evento “accidentale” e, secondo, il trasferimento di rischio, mediante il versamento di una somma, dal soggetto o bene assicurato alla società che assicura.Non tutti sanno però che il concetto moderno di assicurazione si sviluppa mediante tre distinti filoni che ne hanno determinato la forma nel corso della storia. Tornando indietro nel tempo possiamo, innanzitutto, constatare come una forma di assicurazione sia sempre stata presente nel mercato commerciale e che forme di assicurazione erano note sin dall’antichità quando si parlava dei primi scambi commerciali e degli spostamenti di merci via mare. Siamo intorno al 1300, le prime repubbliche marinare come Genova e Venezia, fondano il loro dominio sull’importanza del mare come fonte di scambi e collegamenti tra i popoli. In quelle occassioni le merci che si trovavano a navigare per le acque non troppo tranquille dell’epoca erano costrette ad una forma di assicurazione che potesse tutelare i prodotti in viaggio da un paese all’altro. Questa prima forma di assicurazione richiama in gioco il bene posseduto e rappresentava, appunto, una delle prime forme di tutela assicurativa conosciuta.Il concetto di assicurazione richiama in causa anche altri fondamenti storici, il secondo dei quali interessa le assicurazioni sugli incendi. Questa volta siamo intorno al 1600, il mercato immobiliare è in forte espansione, la crescita di case rappresenta uno dei simboli principali del progresso e dello sviluppo dei centri abitati, ma le fonti di produzioni immobiliari sono ancora rappresentate dagli alberi e dal legno. Il legno chiama in causa, però, il problema degli incendi come possibile perdita accidentale del capitale immobiliare. Nel 1666, infatti, un enorme incendio nella città di Londra in Inghilterra porta alla distruzione di più di 13000 case e circa 90 chiese; la distruzione incontrollata del fuoco unita alla perdita improvvisa di possedimenti pone al centro delle discussioni la tematica dell’incendio e la necessità di prevedere ad un’assicurazione per tutelare la casa o comunque i patrimoni terrieri. E’ questo il secondo filone che si fonda nel concetto moderno di assicurazione, l’assicurazione sulla casa.Terzo e ultimo concetto di assicurazione riguarda il ramo della tutela di sè stessi, meglio noto oggi con le formule polizze sulla vita o simili. Dovranno passare altri trecento anni prima di poter pensare a delle valutazioni sull’esistenza e sulla morte e alla quantificazione del valore della vita. Tutto si deve all’astronomo Edmon Halley (più famoso per la nota cometa che per altro) che pubblica nel 1963 un articolo sulle rendite vitalizie basate sull’analisi di vita dei cittadini ripresa dagli archivi di una città in Germania che possiede una documentazione meticolosa della nascita e della morte dei suoi abitanti. Il governo inglese sarà il primo ad utilizzare l’analisi dell’astronomo realizzando le prime tabelle vitalizie vendute ad un prezzo ragionevole in base all’età di ciascun residente inglese. E con questo ecco anche il terzo filone assicurativo che si fonda nel concetto più generico di quello che oggi intendiamo come assicurazione.Tutte le nuove polizze che entrano oggi nel mercato assicurativo rappresentano il normale seguito di uno sviluppo storico che dal 1300 arriva ai giorni nostri prendendo spunto soltanto dal cambiamento delle generazioni e dei tempi. Molte assicurazioni di allora sono anche le assicurazioni di oggi: polizze sulla vita, sulla casa, sui beni risultano attuali oggi così come lo erano già in passato. Cosa cambia invece? Cambiano le procedure di valutazione, i tempi di approvazione e di preventivo, le modalità di riscossione o pagamento dei premi e, oltre questo, la necessità di prevedere nuove tipologie di assicurazione sulla base dei bisogni o delle esigenze espresse dai nuovi assicurati. Parlare di assicurazioni per auto storiche per gli appassionati del genere è oggi molto più semplice di quanto poteva esserlo in passato, viceversa, le assicurazioni sulle libertà dei naviganti, in caso di rapimento ad esempio a seguito di un attacco dei pirati al vascello in rotta sul mare, risultavano molto più diffuse nel 1600 che oggi.
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