Efficace come uno spot pubblicitario, piacevole come una favola. Si presenta così il messaggio che la scrittrice comasca Jeanne Perego lascia scorrere in una breve e fantasiosa storia destinata ai ragazzi (mar interessante per tutti), sul filo di un’inventiva che conduce dritta alla realtà, ai problemi concreti e quotidiani che hanno a che fare con uno spreco assurdo e con l’urgente esigenza di contrastarlo.Le giornaliste di moda non mangiano il tiramisù – titolo del libro edito da Itaca, 60 pagine corredato delle illustrazioni di Nadia Cumbo, presentato al Meeting per l’Amicizia tra i popoli lo scorso 23 agosto – costruisce lo spaccato di un contesto scolastico fuori dalle aule, focalizzato sulle dinamiche di relazioni spontanee e di momenti di gioco. Cosi, una partila di calcio e un pallone che sfugge al controllo, danno il via ad un avventura che incrocia una gamma di atteggiamenti tipici nei giovanissimi. Sempre animati da tante curiosità, interrogativi, sensibilità. e voglia di cambiare il mondoL’occhio di due ragazzi, capitati in mensa fuori orario, cade casualmente sul cibo, sui quantitativi di alimenti intatti, ceste di pane, yogurt, pere e budini, che finiscono nei sacchi neri della spazzatura, buttati ogni giorno.Mentre ogni giorno, o quasi, dai telegiornali giungono notizie allarmanti sulla crisi e sull’incremento di “nuovi poveri” che non riescono a sbarcare il lunario.Un’incongruenza affrontata con passione dai giovani protagonisti della storia che faranno rimbalzare il “caso” anche in famiglia costringendo il mondo adulto ad ampliare la riflessione e ad approfondire la ricerca fino all’affacciarsi di una soluzione. […]
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