Eternit è il nome di un marchio registrato di fibrocemento, un materiale cementizio rafforzato da fibre-cemento (la costituzione e pressoché costituita da un 90% di cemento e un 10% di amianto). L’amianto, un minerale dei silicati, rafforza notevolmente la lega, considerando che etimologicamente amianto significa “immacolato, incorruttibile”. Negli anni ’90 furono scoperti gli effetti che provocava l’esposizione prolungata all’Eternit, tra cui asbestosi, placche e versamenti della pleura, carcinoma polmonare, mesotelioma, e carcinoma alla laringe, e ne fu vietato la produzione e la commercializzazione.
Dato che le normative non prevedono categoricamente la rimozione del materiale ma in alcuni casi è previsto anche un trattamento che ne inibisce gli effetti dannosi (soprattutto la diffusione delle fibre nell’atmosfera), sono diverse le ditte che si sono specializzate nell’incapsulamento. Il ricorso ai rivestimenti incapsulanti dell’Eternit a Roma e provincia vengono effettuati in base a criteri e caratteristiche fissate. Ogni ditta che esegue tali trattamenti deve ottemperare a norme e criteri legislativi, ad esempio deve proteggere i lavoratori dal rischio di contaminazione durante le operazioni, deve effettuare delle misurazioni del rischio nell’area da trattare, deve rispettare le misure igieniche e i controlli sanitari degli esposti.
Una buona ditta di smaltimento Eternit nella città di Roma deve rispettare delle normative di riferimento che includono disciplinari tecnici sulle modalità di classificazione, sul trasporto, e sul deposito dell’Eternit: un rifiuto tossico pericoloso. Ogni ditta deve pertanto essere iscritta all’Albo Nazionale delle Imprese che si occupano della Gestione dei Rifiuti della categoria 10.
Nel corso degli anni si è fatto largo uso dell’Eternit a Roma in diversi campi, tra cui: edilizia civile ed industriale, impianti tecnologici e rotabili. Residui di Eternit si possono trovare nelle murature in genere, come coperture, lastre, tegole, pannelli, nelle tubature (di scarico, fumi, liquami e vapori). Di Eternit possono essere state costruite anche pareti, controsoffitti, rivestimenti termoisolanti e fonoassorbenti. La fibra contenete amianto può anche essere stata usata nell’impasto di resine sintetiche per produrre ferodi usati per frizioni e freni, guaine, cavi elettrici e rivestimenti di fonti di calore. Situazioni nelle quali si possono riscontare residui di Etenit si possono riscontare in tante altre occasioni.
Non sempre la scoperta della presenza di Eternit in un edificio ne determina un pericolo per la salute degli occupanti. Se in un capannone, in un locale, o in uno stabilimento si riscontra questa fibra di amianto, il proprietario o l’amministratore, è tenuto a designare la figura del “responsabile del problema amianto”. Quest’ultimo deve: controllare regolarmente lo stato di conservazione dell’amianto e valutare i rischi correlati, tenere una documentazione relativa all’ubicazione dei manufatti, predisporre procedure di sicurezza per la corretta pulizia e manutenzione dell’edificio.
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