ENERGIE ECOSOSTENIBILI | Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ritiene probabile che uno dei siti per la costruzione delle centrali nucleari in Italia verrà localizzato in Lombardia. «Mi sembrerebbe strano non prevedere che in Lombardia ce ne possa essere una, è la più grande regione italiana, la più popolosa, la più industrializzata, quindi quella più bisognosa di energia: mi sembrerebbe strano non non pensare di costruirne una». Il luogo e le aziende valutate non sono ancora state rese note, ma i malumori già si sollevano e La Repubblica propone un sondaggio ai propri lettori: nucleare sì o no? In Lombardia, favorevoli o contrari? Alle 09:35 di questa mattina il 79% dei votanti aveva cliccato sul no e solo il 20% sul sì. Non che questi dati siano rappresentativi della forma mentis dell’intera popolazione, ma hanno comunque il loro peso. Paolo Romani si è dichiarato, per l’ennesima volta, un nuclearista convinto e rimpiange la perdita di tempo che l’Italia ha subito a causa del referendum di vent’anni fa che ha escluso il nucleare dai nostri territori. Il nuovo Ministro promette bollette meno care, sulla scia dei cugini francesi, e rassicura su tutti i pericoli e i rischi: non ce ne sono. L’Agenzia per la sicurezza, che da ieri vede Umberto Veronesi alla sua guida, agirà con la massima professionalità e non serve temere una nuova Chernobyl, frutto di un errore squisitamente umano. Che Romani non abbia messo in conto errori umani?
COSTRUZIONI | La presenza di un coordinatore per la sicurezza sarà necessario anche nei cantieri privati, non soggetti al permesso di costruire e in cui sono presenti più imprese. Per aver derogato a questa regola, imposta dalla direttiva 92/57, l’Italia incassa l’ennesima condanna della Corte di giustizia. Dal Lussemburgo le delucidazioni sulla normativa, dopo il caso di Bolzano. Secondo i giudici europei infatti, l’esonero introdotto dal legislatore interno è in netto contrasto con la direttiva, che non fa alcun distinguo tra cantieri pubblici e privati e tra titoli abilitativi richiesti e stabilisce in modo inequivocabile un coordinatore di sicurezza e di salute nei cantieri in cui ci sono più imprese. Una cautela questa che deve essere rispettata a prescindere anche dal grado si rischio che comportano i lavori effettuati. Precisa è pure la disposizione della designazione, che deve avvenire all’atto della progettazione dell’opera o, comunque, prima dell’esecuzione dei lavori.
COORDINATORE PER LA SICUREZZA OBBLIGATORIO ANCHE NEI CANTIERI PRIVATI• Awn.it – Il Sole 24ORE | 18 ottobre 2010 | • Vai all’articolo
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