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Il senso artistico della luce – Rebecca Horn

Torino anche quest’anno, in coincidenza con l’ultima edizione di Luci d’Artista, si è trasformata in un museo d’arte contemporanea a cielo aperto. Venti installazioni legate dal comune denominatore dell’uso della luce artificiale, dallo straordinario valore evocativo e comunicativo, hanno allietato le notti torinesi.
In occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, alcune opere sono state riaccese per illuminare la città fino alla fine del mese di giugno. Tra queste c’è anche l’opera di Rebecca Horn, “Piccoli spiriti blu“. Situata in prossimità della Chiesa Santa Maria sul Monte dei Cappuccini, l’artista reinterpreta la lampada al neon a base circolare installandola in un contesto storico che acquista un valore sognante e fiabesco dovuto al contrasto della luce blu che invade la chiesa e la luce calda proveniente dall’interno.

È un artista che cerca sempre uno sviluppo nelle sue opere, ed ogni singolo progetto è un passo verso la rottura dei consueti schemi dello spazio e del tempo. Gioca con la luce per creare emozioni negli occhi di chi incappa nelle sue realizzazioni, aprendoci verso un nuovo universo.
Infatti, è dall’inizio degli anni ’70, che i suoi lavori costituiscono un flusso sempre crescente di spettacoli, film, sculture, installazioni spaziali, disegni e fotografie. Artista a 360° che riesce sempre a stupire, ricreando spazi particolari. Nelle prime performance esplora l’equilibrio tra corpo e spazio. In later works she replaces the human body with kinetic sculptures which take on their own life.Nei lavori successivi si sostituisce il corpo umano con sculture cinetiche che assumono la loro vita. Her new works define and cut through spaces with reflections of mirrors, light and music.Le sue nuove opere hanno come obiettivo quello di definire e tagliare gli spazi con riflessi di specchi, luci e musica. Un cammino artistico, il suo, in continua crescita dunque, dove il ruolo della luce è diventato fondamentale. Her work is bound together by a consistency in logic; each new work appears to develop stringently from the preceding one.Nonostante ciò, il suo lavoro è legato insieme da una coerenza logica: ogni nuova realizzazione sembra svilupparsi rigorosamente da quella precedente.

Nel 2002 ha trasformato la Piazza del Plebiscito di Napoli in uno spazio magnetico e pieno di luce, con la sua installazione “Spiriti di Madreperla“. Anelli di luce in madre perla volteggiavano in alto e incastonati tra i ciottoli del pavimento teschi di ghisa formavano l’energia verticale all’interno della piazza. Grazie a ciò lo spettatore diventava parte di questo campo energetico, camminando attraverso i fasci luminosi che comunicavano con la città.

Un altro lavoro significativo, che mostra l’importanza evocativa della luce nell’arte, è l’opera intitolata “Luce imprigionata nel ventre della balena” che sempre nel 2002 presentò a Parigi, e fa parte dello stesso ciclo di installazioni luminose e spaziali. Testi proiettati in un bacino d’acqua nera, un bastone d’oro per iscritto in acqua e il movimento delle parole intorno allo spazio, in grado di produrre una miriade di nuovi testi e immagini. Rebecca Horn opens up expanses of space, drawing her installations into dimensions that call for redefinition.

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