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Il Teatro dell’Opera di Zaha Hadid decreta il successo di Guangzhou

Zaha Hadid conquista la Cina. Il Teatro dell’Opera di Guangzhou, firmato dall’archistar iraniana, sarebbe dovuto essere inaugurato nel 2010, in occasione dei Giochi Asiatici in programma dal 12 al 27 novembre. Nel maggio 2009, però, l’incendio divampato nel cantiere (l’incendio è divampato il 9 maggio 2009 e ha colpito il cantiere della Guangzhou Opera House, il 9 febbraio 2009 un altro incendio colpì il Television Cultural Center di Pechino firmato dall’architetto olandese Rem Koolhaas dello studio OMA) ha posticipato l’apertura: la data ufficiale dell’evento è stata ora fissata per il 25 e il 26 febbraio.
Il teatro dell’Opera sorge sulla riva del Fiume delle Perle, nel cuore del complesso culturale, che comprende anche la Canton Tower, firmata dallo studio Information Based Architecture: il più alto edificio sede di studi televisivi, un grattacielo esile, sexy e sinuoso, la Top Model di Guangzhou. Il teatro dell’Opera sorge sulla riva del Fiume delle Perle, nel cuore del complesso culturale, che comprende anche la Canton Tower, firmata dallo studio Information Based Architecture: il più alto edificio sede di studi televisivi, un grattacielo esile, sexy e sinuoso, la Top Model di Guangzhou.
Il progetto di
Zaha Hadid, ribattezzato come il progetto dei due sassi, occupa 7mila metri quadrati, costato 77 milioni di euro, è suddiviso in due corpi che ricordano i sassi di un fiume e fanno da collegamento a due teatri adiacenti, il primo blocco ospita la sala Gran Teatro con una capienza di 1800 posti a sedere mentre il secondo una sala multifunzionale con diversi spazi creativi.
All’esterno la struttura appare fredda e pesante, una sensazione dettata dal colore grigio e dall’uso dei materiali, in netta contrapposizione con i giochi di luce e la sovrapposizione di vetrate all’interno: una scelta che ricalca il Museo Maxxi, premiato a novembre con l’international prize World Building 2010 che ha decretato il Museo nazionale delle arti del XX secolo il miglior edificio del 2010. Una volta erano Pechino e Shanghai, le città cinesi che dettavano moda e stile, sotto i riflettori e protagoniste della cronaca. Oggi anche Guangzhou, la più grande città costiera del sud della Cina, con quasi 10.700.000 abitanti, ha conquistato la fama, grazie ai Giochi Olimpici, motore di un ambizioso intervento di sviluppo urbano che passa per grattacieli e architettura d’impatto e per grandi nomi. Politica e grande scala, skyline e turisti: un binomio che piace. Guangzhou punta a diventare una città asiatica di primaria importanza, Liu Xiaolu, portavoce dell’opera di Guangzhou, ha dichiarato alle pagine del New York Times: «La scena culturale, fino a poco fa relativamente ristretta, qui è cambiata rapidamente. Prima c’erano solo Pechino e Shanghai. I più importanti spettacoli internazionali – di lirica o di musica pop – ci passavano sopra la testa e andavano dritti a Hong Kong. È che ci mancava proprio il posto per ospitarli. Non avevamo nemmeno un palcoscenico abbastanza grande da contenere tutti i cigni del Lago dei cigni. Adesso è il momento di Guangzhou». Continua a leggere

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